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Cronaca

Il centro Paolo VI sospende il servizio di trasporto disabili

Problemi dopo la sospensione del servizio di trasporto dei disabili in tutto il territorio del pescarese da parte della Fondazione Paolo VI. La Fials chiede un incontro al prefetto

"Non ce la faccio piu'. Sono capace di salire sulla torre civica del Comune di Pescara e buttarmi". Sono le parole di disperazione del padre di un ragazzo autistico di 28 anni, che denuncia la sospensione del servizio di trasporto dei disabili in tutto il territorio della provincia di Pescara da parte della Fondazione Paolo VI.

"Sono rimasto vedovo - ha raccontato l'uomo - e devo occuparmi da solo di mio figlio disabile. Dal 7 aprile scorso il servizio di trasporto dei disabili che frequentano l'istituto di riabilitazione Paolo VI e' stato interrotto e, quindi, per portare mio figlio a fare le terapie devo prendere due autobus. Il ragazzo e' aggressivo e cosi', per non correre rischi, ho preferito tenerlo a casa. Ho gia' perso mia moglie e ora, per guardare mio figlio, ho perso anche il lavoro".

A denunciare la situazione anche Gabriele Pasqualone, della segreteria provinciale della Fials, che ha chiesto un incontro urgente al prefetto di Pescara: "L'interruzione del servizio - ha evidenziato - ha creato molti problemi ai genitori dei disabili che frequentano la Fondazione Paolo VI. La sospensione e' stata decisa nel giro di pochi giorni e le famiglie non hanno avuto neanche il tempo di organizzarsi. Ci sono genitori che sono esasperati. Si sono anche rivolti ai sindaci ma non hanno avuto risposta. Sembra che la questione non importi a nessuno. Il direttore del centro Paolo VI deve dire qual e' il problema. La Regione ha tagliato i fondi? Se e' questo il motivo, lo dica apertamente cosi' sapremo con chi prendercela".

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