Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca

Cede il ponte della strada provinciale che collega Bellante e Sant'Omero (Teramo): un sovraccarico la possibile causa [FOTO]

Il fatto è avvenuto nella notte quando fortunatamente nessuno stava transitando. L'area è stata messa in sicurezza e ora si dovranno valutare i danni, ma per il presidente della Provincia Diego Di Bonaventura con il cambio della mobilità andrebbero tutti abbattuti e ricostruiti: eccessivo il peso dei mezzi che devono attraversarli oggi


Nella notte tra ieri ed oggi il ponte che collega i comuni di Bellante e Sant’Omero in località Collerenti (Teramo) e che sovrasta il Salinello tra le provinciali 8 e 12 ha ceduto. Fortunatamente nessuno stava transitando per cui danni alle persone non se ne sono registrati.

Sul posto sono subito intervenuti i vigli del fuoco e le squadre di primo intervento. Secondo le prime notizie riportate dall'agenzia Ansa potrebbe essere stato il collasso di una trave in cemento armato a determinare il cedimento del ponte sul quale era presente segnaletica per la limitazione del carico a 12,5 tonnellate. Sono stati alcuni automobilisti a segnalare il cedimento e a posizionare nastro segnaletico per impedire che altri automobilisti transitassero.

Alcuni dipendenti della Provincia di Teramo hanno provveduto a chiudere la strada provinciale mediante il posizionamento di new jersey in cemento. Sul posto è intervenuto anche il presidente della Provincia Diego Di Bonaventura per accertarsi direttamente di quanto accaduto con la viabilità è stata deviata su strade alternative.

Le immagini del ponte del teramano che ha ceduto nella notte tra il 29 e il 30 dicembre

Il ponte è stato realizzato dopo la seconda guerra mondiale e oggetto nel 2018 di un intervento di consolidamento delle fondazioni sulla pila “a sud”, che ricade quindi nel comune di Bellante, con fondi propri della Provincia. “Da un primissimo sopralluogo condotto dagli uffici tecnici, si è potuto riscontrare un cedimento della spalla lato Bellante che sembrerebbe non essere riconducibile al cedimento della fondazione e che, probabilmente, potrebbe essere riconducibile ad un sovraccarico non conforme ai limiti di carico imposti sulla strada”, spiega in una nota diffusa dalla Provincia il dirigente dell’area Francesco Ranieri.

“Stamattina ho sentito il sottosegretario regionale Umberto D’Annuntiis e gli uffici del genio givile – riferisce Di Bonaventura - Da un loro primo sopralluogo, si farà subito la messa in sicurezza con lavori per 200 mila euro. È già ipotizzabile che sarà necessario l’abbattimento e la ricostruzione per una previsione di spesa di circa 2 milioni di euro”.

“L’Italia ultimamente sta dimostrando che, su questi tipi di lavori, anche in meno di un anno si può ridare al territorio un’infrastruttura pronta. Sono però preoccupato – aggiunge -: questi vecchi ponti erano stati costruiti per un’altra mobilità. Oggi invece, i mezzi che vi transitano hanno pesi diversi rispetto a cinquanta anni fa. Ci vorrebbe un 'piano Marshall' in Italia per abbatterli e ricostruirli tutti. Adesso – conclude - recuperare il tempo perso non sarà semplice ma possiamo e dobbiamo farlo”.

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