Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca

Tragedia di Rigopiano, indagati per depistaggio 3 carabinieri forestali: famiglie vittime soddisfatte per nuova inchiesta

A dirlo, come riferisce l'AdnKronos, è l'avvocato Romolo Reboa, legale che assiste 4 famiglie delle vittime della tragedia dell'hotel Rigopiano di Farindola

«I miei assistiti non possono che esprimere soddisfazione per l'apertura della nuova inchiesta sui fatti di Rigopiano. La meritoria opera del giornalismo d'inchiesta, unita alle indagini difensive fatte dagli avvocati, ha portato a scoprire che, nella vicenda, non vi sono stati solo dei fatti di depistaggio, ma una riunione carbonara per pianificarlo cui hanno partecipato funzionari di vertice. Il che significa che molte persone sapevano di avere sulla coscienza gravi responsabilità per la morte di 29 persone».
A dirlo, come riferisce l'AdnKronos, è l'avvocato Romolo Reboa, legale che assiste 4 famiglie delle vittime della tragedia dell'hotel Rigopiano di Farindola.

Reboa commenta la notizia dell'apertura di un quarto fascicolo per la strage dell'hotel travolto dalla slavina che provocò 29 vittime.

«Il 29 novembre il mio assistito, Gianluca Tanda, quale fratello della vittima Marco Tanda, ha depositato una denuncia querela», fa sapere l'avvocato, «ove si chiede di accertare la posizione di ulteriori soggetti rispetto ai tre appartenenti all'Arma dei Carabinieri i cui nomi leggo sul quotidiano "Il Centro" e non dubito, avendo avuto modo di apprezzare l'operato dei pm Serpi e Papalia, che essi valuteranno con attenzione anche tale atto».

Questo, inoltre quanto aggiunge l'avvocato Reboa:

«Quello che lascia perplessi in tutta questa grave vicenda è che non risultano atti di indagine interna da parte della Protezione Civile, del Ministero dell'Interno, della Regione Abruzzo e della Provincia di Pescara i fatti di depistaggio hanno dimostrato l'esistenza di un muro di omertà che coinvolge la Pubblica Amministrazione, la quale avrebbe il dovere di dimostrare alle vittime che lo vuole rimuovere e non che le istituzioni sono un comodo rifugio per mele marce. Lo ha fatto l'Arma dei carabinieri nel caso Cucchi. la verità sul caso Cucchi è emersa per la tenacia di una sorella che ha portato i genitori a trovare la forza di lottare, nonostante il dolore per un figlio morto. "A Rigopiano ci sono fratelli, genitori, figli che non avranno pace fintanto che la verità non emergerà nella propria interezza e che non si accontenteranno di agnelli sacrificali predestinati ma chiedono che si arrivi ai vertici, i cui schermi burocratici che li hanno sinora protetti sono destinati a cadere».

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