Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Giocatore del Pescara C5 aggredito a Chieti, gli ultras si difendono: "Un gesto goliardico"

I tifosi ritengono che non ci sia stata alcuna rapina ai danni del 19enne, ma che si sia trattato solo di "un gesto goliardico" poiché non c'è stata violenza e la maglia indossata dal giovane, in sostanza, è stata da lui consegnata spontaneamente

Via Croce a Chieti Scalo, dove è avvenuta l'aggressione

Sono finiti ai domiciliari già da alcuni giorni, con l’accusa di rapina aggravata, tre ultras del Chieti di 23, 24 e 36 anni, che erano stati denunciati per aver spintonato un giocatore 19enne del Pescara C5 Under 21 e averlo costretto a svestire la tuta di rappresentanza con i simboli biancazzurri. Il calciatore era stato aggredito dal terzetto un mese fa a Chieti Scalo, nei pressi del bancomat della Carichieti in via Benedetto Croce, dove stava prelevando dei soldi.

Mentre sono in corso ulteriori accertamenti per identificare altri individui che hanno partecipato alla vile azione, ieri i tre indagati, difesi dai legali Gianluca Polleggioni, Mauro Faiulli e Daniele Fabriani, hanno deciso di rilasciare dichiarazioni spontanee davanti al gip Luca De Ninis per l’interrogatorio di garanzia.

I tifosi ritengono che non ci sia stata alcuna rapina ai danni del 19enne, ma che si sia trattato solo di "un gesto goliardico" poiché non c’è stata violenza e la maglia indossata dal giovane, in sostanza, è stata da lui consegnata spontaneamente.

Se infatti l’intenzione fosse stata quella di commettere una rapina, i tre si sarebbero impossessati del denaro che il 19enne aveva appena prelevato. Questo è ciò che afferma la difesa. Adesso si attende la decisione del giudice.

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