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Caccia: ricorso al Tar del Wwf contro il calendario venatorio

Il Wwf non cede sul calendario venatorio in Abruzzo, e decide di ricorrere ufficialmente al Tar. Secondo l'associazione ambientalista, la Giunta regionale avrebbe curato solo gli interessi dei cacciatori senza considerare i danni alla fauna abruzzese

Il Wwf non molla sull'apertura anticipata della caccia in Abruzzo. Dopo le ripetute richieste di rinvio inviate alla Giunta regionale, ed in particolare all'assessore Febbo, l'associazione ambientalista ha deciso ufficialmente di ricorrere al Tar regionale.

Il Wwf, infatti, contesta la decisione di aprire anticipatamente la stagione venatoria sul territorio regionale, e di aver prolungato di 30 giorni l'autorizzazione alla caccia della beccaccia. In Abruzzo, infatti, si potrà, allo stato attuale, cacciare la quaglia già a partire dal 6 settembre prossimo, mentre per la beccaccia è stato prolungato il periodo fino al 31 gennaio.

In particolare, viene evidenziato come l'ISPRA, il massimo ente scientifico nazionale in materia, abbia sottolineato in un documento inviato alla Giunta come ci siano diversi aspetti discutibili e potenzialmente pericolosi per le specie animali interessate, chiedendo alla stessa Giunta di adeguarsi agli standard comunitari.

Il consigliere nazionale Dante Caserta, in particolare, chiede di conoscere sulla base di quali informazioni e studi scientifici sia stato deciso il calendario della prossima stagione venatoria, ricordando come lo stesso assessorato regionale abbia ammesso la carenza di conoscenze in materia.

“Appare incredibile”, prosegue Caserta, “che in una Regione come l’Abruzzo, dove sono le Associazioni come il WWF e non gli enti pubblici competenti, a produrre pubblicazioni scientifiche di livello internazionale, si assumano comunque scelte forzate e a senso unico tutte più permissive. Non è possibile che per privilegiare gli interessi dei cacciatori si finisca per non garantire la corretta gestione di un bene comune come la fauna”.
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