Cronaca

Borse ed abbigliamento contraffatto: sgominata "industria" del falso, 15 arresti

Una vera e propria "industria" del faso, un'intera filiera che partiva dalla produzione fino alla vendita in strada, con tanto di rappresentanti e campionario dei prodotti falsi per un giro da oltre 2 milioni di euro

Avevano messo su una vera e propria industria del falso, con un giro d'affari da 2 milioni di euro, che partiva dalla produzione in appositi stabilimenti illegali passando per la vendita all'ingrosso e poi al singolo ambulante di strada. Sgominata un'importante associazione criminale con base logistica a Pescara che ha portato all'arresto di 15 persone. Si tratta di 21 italiani, 19 senegalesi ed un marocchino.

La Guardia di Finanza pescarese, come ha spiegato il comandante provinciale Colonnello Mora, è riuscita dopo una lunga e complessa indagine, fatta di pedinamenti ed intercettazioni, a risalire all'intera filiera del falso. Migliaia di prodotti con un catalogo sempre aggiornato, venivano prodotti e poi venduti completamente in nero riportanti etichette false di grandi marche e griffe. Gli italiani del gruppo sono quasi tutti napoletani con precedenti penali, che si occupano della produzione, della logistica e del trasporto della merce. Poi c'era un livello intermedio di grossisti e rappresentanti, che viaggiava addirittura con un campionario per mostrare ai potenziali clienti illegali i prodotti a disposizione. Scarpe che sul mercato costerebbero 300 euro, venivano vendute a 30 40 euro all'ambulante che a sua volta le proponeva a 50 60 euro ai consumatori, che spesso acquistavano incautamente i prodotti credendo di aver fatto un ottimo affare.

I primi riscontri sono arrivati dai sequestri di merce avvenuti nell'area di risulta, quando ancora esisteva il mercatino dei senegalesi. Nella banda, proprio i senegalesi si erano specializzati non solo nella vendita ma anche nella produzione delle etichette da apporre sugli accessori e sui capi d'abbigliamento per rendere verosimile la bontà del prodotto. Questa fase della produzione non avveniva nelle grandi fabbriche del falso sparse nel territorio nazionale, ma in piccoli laboratori artigianali locali. Da segnalare anche fra gli indagati due autisti di pullman di una società di trasporto pubblico che avevano stretto accordi con i rivenditori per consentire il trasporto di merce sui mezzi senza particolari controlli. L'accusa per tutti è di associazioni a delinquere per ricettazione, contraffazione e commercio di prodotti falsi. Tre senegalesi sono ancora ricercati.

IL VIDEO DELL'OPERAZIONE

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