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Giovedì, 27 Gennaio 2022
Cronaca Montesilvano

Da Montesilvano al bike tour in solitaria dell'Olanda per dire grazie agli amici

Paolo Bozzelli, 30 anni, business analyst, fino a sabato girerà il Paese su due ruote accompagnato solo dal pupazzo Flo. "Voglio dimostrare a me stesso di poter portare a termine qualcosa da solo e dire grazie a chi mi è stato vicino negli ultimi tempi"

Un viaggio di 8 giorni in lungo e in largo per l’Olanda, per rendere omaggio agli amici più cari e alla terra che lo ha adottato. Protagonista dell’avventura solitaria in bicicletta è Paolo Bozzelli, 30 anni, di Montesilvano, che sabato 19 è salito sulle due ruote ad Amsterdam e arriverà sabato prossimo a Austerlitz, vicino Utrecht.

Un tour organizzato in fretta e furia, ma pianificato nei minimi dettagli, dai chilometri giornalieri su cui pedalare, ai pasti ai rifugi notturni. Per Bozzelli, business analyst in un’azienda di consulenza finanziaria olandese, l’unico compagno di viaggio è Flo, un pupazzo dai tratti buffi che per lui rappresenta ben più di un oggetto inanimato. “Tre anni fa io e tre dei miei migliori amici comprammo quattro pupazzi differenti in una galleria in piazza Dam, ad Amsterdam. Decidemmo che quei quattro pupazzi avrebbero rappresentato la nostra amicizia nel tempo, che li avremmo custoditi quasi fossero dei figli e che un giorno avremo ricordato questa storia, magari davanti a chi verrà dopo di noi”.

L’itinerario di Paolo e di Flo si può seguire sulle pagine Facebook e Instagram, dove il pupazzo marrone con gli occhi giganti viene immortalato nei posti più impensabili. Ma qual è realmente lo scopo di un percorso di 8 giorni da solo su due ruote? “Voglio dedicare questo viaggio agli amici che mi sono stati vicini di recente – spiega il protagonista – in un periodo in cui si sono susseguiti diversi episodi che hanno causato qualche problema di carattere personale. Senza di loro non sarei riuscito a superare il tutto e, dato che non potevo ringraziare tutti uno per uno, ho pensato di fare qualcosa di grande per mostrare la mia gratitudine nei loro confronti”. Un gesto plateale, che è certamente arrivato a destinazione, considerato che finora i like su “Where i Flo” sono 144, ben più degli amici più cari del viaggiatore.

Ma questo tour in solitaria significa qualcosa in più: “Voglio dimostrare a me stesso che ho la capacità di portare a termine qualcosa di mio, pianificato, pensato ed eseguito esclusivamente da me”, spiega Paolo Bozzelli. E non manca l’omaggio all’Olanda, “questa bellissima nazione che mi ha adottato, che conoscevo ancora troppo poco e che continua a stupirmi giorno dopo giorno”, confessa.

Ma se le meraviglie impreviste sono infinite, il viaggio è pianificato nei minimi dettagli, soprattutto perché il fisico si stanca a pedalare tutto il giorno ed è opportuno avere tappe e obiettivi ben precisi: “Gli ultimi 15-20 chilometri sono sempre i più duri – spiega – il fisico e la mente cominciare a chiederti quando ci si ferma”. Così, per assicurarsi almeno un po’ di riposo adeguato, Bozzelli alterna le notti nei campeggi e quelle negli ostelli, grazie ad un’organizzazione impeccabile dalla parte dei ciclisti. In Olanda, infatti, il bike touring è molto diffuso e l’organizzazione no profit Vrienden Op De Fiets (Amici della bicicletta) consente ai membri di soggiornare a prezzi convenzionali negli alloggi di privati cittadini che aderiscono all’iniziativa. Bastano così meno di 20 euro a notte per trovare un letto comodo o un’intera camera, con tanto di prima colazione.

Il portafogli, insomma è salvo. Anche perché la pianificazione è stata talmente attenta che anche per i pasti il giovane abruzzese ha fissato un budget ben preciso. Di solito predilige tappe in comuni abbastanza grandi per poter fare la spesa per i pasti principali della giornata.

Ma allora perché la scelta di partire da solo, senza poter neppure chiedere aiuto in caso di necessità o condividere un’esperienza tanto ricca? “È stata una decisione tanto immediata quanto irremovibile”, spiega il business analyst. “Questo viaggio serve a dimostrare a me stesso la capacità di portare a termine un obiettivo con le mie sole forze. Per questo non c’era bisogno di nessun altro”.

Eppure, anche pedalando per giornate intere in completa solitudine, si riesce a non sentirsi soli. Come testimonia l’incontro di Paolo con una coppia di Hoorn il primo giorno di cammino, sulla strada per la prima tappa, un camping vicino Slootdorp. All’arrivo mancavano 10 chilometri, ma la stanchezza iniziava a farsi sentire “Viaggiavo da più di sei ore sotto 32 gradi, con la riserva d’acqua che scarseggiava, la fame e la stanchezza che prendevano il sopravvento”, racconta. “Mi fermo davanti a un cartello a controllare quanta strada rimaneva e quei 12 chilometri sembravano impossibili. Dovevo essere particolarmente ed evidentemente demoralizzato, perché ho attirato l'attenzione di questa coppia che si precipita a chiedermi se mi fossi perso. Dico loro di essere semplicemente stanco e che avevo bisogno di vedere quanto mancava alla fine”. A quel punto i tre hanno chiacchierato come vecchi amici per un quarto d’ora almeno: “Di cosa facessimo di solito, quali fossero le mete prefissate e dei possibili suggerimenti per proseguire il viaggio”. Un incontro provvidenziale.

“Loro vanno via – prosegue il racconto - io prendo un po' di fiato, ma il morale è salito alle stelle ed era come se avessi appena iniziato il viaggio. Ho avuto la dimostrazione che alla fine siamo veramente animali sociali e ci basta veramente poco per farci del bene a vicenda. Ogni giorno, in ogni parte finale di ogni singola tappa, ripenso a quella discussione avuta con la coppia di Hoorn. E affronto gli ultimi chilometri con una leggerezza che mai avrei creduto possibile prima della partenza”. Tanto che, ammette il protagonista del bike tour, “credo che ripenserò a quella conversazione anche in futuro, quando qualche progetto particolarmente difficile si presenterà nella mia vita professionale, o quando dovrò affrontare qualche problema personale”.

Alla fine del viaggio mancano ancora 3 giorni, ma il bagaglio di ritorno del giovane pescarese sembra già pesantissimo per un’esperienza che dimenticherà difficilmente.

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