Cronaca

Sgominata organizzazione criminale che ha truffato oltre 50 aziende, anche abruzzesi

La base operativa del gruppo criminale era nella zona orientale di Napoli

Ci sono anche aziende abruzzesi tra le oltre 50 che sono finite nella rete di un'organizzazione criminale composta da 10 persone, tutte già note alle forze dell'ordine, di età compresa tra i 20 e i 42 anni.
La base operativa del gruppo criminale era nella zona orientale di Napoli.

I carabinieri della Compagnia di Mondella (Avellino) questa mattina, mercoledì 23 ottobre, hanno notifcato, come riferisce AvellinoToday degli avvisi di conclusione delle indagini preliminari nei loro confronti dopo l’attività d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica del tribunale di Napoli.

Le accuse sono, a vario titolo, di riciclaggio, auto-riciclaggio, truffa e accesso abusivo nei sistemi informatici. I prolungati e complessi approfondimenti investigativi hanno permesso di accertare che, nell’anno 2017, il sodalizio criminale, ripetendo un modus operandi consolidato nel tempo, aveva consumato centinaia di truffe a molteplici complessi aziendali attraverso i nuovi canali tecnologici (i cosiddetti “computer’s crimes”).

Tutto è nato da una denuncia sporta dal titolare di un’azienda dell’Alta Irpinia il quale lamentava di non aver ricevuto il denaro da parte di un suo cliente che, invece, sosteneva di aver regolarmente effettuato il saldo della fattura. Quasi 150, infatti, sono stati i casi accertati in cui, sistematicamente, i 10 truffatori: - si introducevano nei sistemi informatici di numerose società operanti sull’intero territorio nazionale, captando l’e-mail scambiate, nell’ambito di rapporti commerciali, tra le società hackerate e le ditte fornitrici; - inviavano e-mail “manipolate”, con le quali si sostituivano alle ditte aventi diritto ed indicavano degli IBAN che facevano capo al sodalizio, sui quali effettuare i pagamenti delle forniture già avvenute; - trasferivano le somme di denaro illecitamente acquisite (circa 200.000 euro) su ulteriori conti bancari, per reimpiegarle, impedirne il recupero ed ostacolare l’identificazione della provenienza illecita. Proprio su uno di questi conti correnti venivano accertate oltre 1.600 operazioni, con una movimentazione di denaro, nell’arco dell’anno, superiore ai tre milioni di euro.

A essere truffate oltre una cinquantina di aziende, non solo delle province di Avellino, Napoli e Caserta ma di tutta Italia (dalla Puglia al Veneto, dalla Sicilia alla Lombardia ma anche società laziali, umbre ed abruzzesi). 

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