Trasporti, le associazioni di categoria chiedono l'Azienda Unica

Alla vigilia dello sciopero regionale di domani dei trasporti le Cna, Confesercenti e Confcommercio chiedono la razionalizzazione dei servizi e l'Azienda Unica

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPescara

Occorre procedere senza ulteriori indugi al riordino e alla razionalizzazione delle aziende del trasporto pubblico abruzzese. Lo sostengono, alla vigilia dello sciopero proclamato per domani dalle principali sigle sindacali del trasporto, le associazioni regionali della piccola impresa del commercio e dell'artigianato (Cna, Confartigianato e Confesercenti) secondo le quali l'ultimo scorcio della legislatura regionale vede tra le sue priorità proprio l'ottimizzazione del trasporto pubblico regionale su gomma e rotaia e delle sue aziende pubbliche.

«Tre aziende pubbliche come Arpa, Gtm e Sangritana – sostengono le associazioni della piccola impresa - sono un lusso che una regione come la nostra non può permettersi più. Perché insistono, in definitiva, sugli stessi bacini di traffico, almeno per quel che riguarda il trasporto su gomma, e perché rappresentano altrettanti costosi centri di spesa, con consigli di amministrazione, strutture di governo delle aziende e società controllate moltiplicate per tre. Una moltiplicazione che, va detto per inciso, non si trasforma in una maggiore qualità dei servizi offerti agli utenti e ai cittadini e nemmeno in un efficace strumento al servizio dell'economia regionale, a cominciare da quella turistica».

Per Cna, Confartigianato e Confesercenti - che hanno chiesto, sempre in materia di razionalizzazione degli enti pubblici regionali anche la creazione di un'unica agenzia per lo sviluppo economico - «è dunque inconcepibile l'atteggiamento di aperto ostruzionismo che il consiglio regionale manifesta sul tema del riordino del trasporto pubblico, nonostante l'opinione favorevole espressa dall'assessore regionale Morra, e nonostante l'esistenza di un testo di legge di riordino».

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