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ASL Scafa: restano agli arresti domiciliari tre dei quattro indagati

Il Gip di Pescara De Ninis ha deciso che solo il dottor Fulvio De Arcangelis potrà tornare in libertà riguardo l'inchiesta sulle truffe e corruzioni alla ASL di Scafa. Gli altri tre indagati, tra cui il direttore Alderighi, restano ai domiciliari. Nel primo interrogatorio, tutti avevano negato le accuse

Non torneranno in libertà, almeno per ora, tre dei quattro indagati posti agli arresti domiciliari nello scandalo delle presunte truffe e corruzioni nella ASL di Scafa.

La decisione è stata presa dal GIP De Ninis, dopo aver consultato anche il pm Varone. Potrà invece tornare in libertà, seppur sospeso per due mesi dal proprio incarico, il dottor De Arcangelis, presidente della Commissione per le Invalidità di Scafa e membro in altre commissioni in Abruzzo.

Gli altri tre arrestati, ovvero il direttore sanitario Alderighi, la moglie e la segretaria Nadia Nubile, restano invece ai domiciliari. La richiesta avanzata dagli avvocati della difesa è stata quindi rigettata, poichè il quadro accusatorio è rimasto invariato, e si temono dei possibili occultamenti di prove.

Lo stesso Pm Varone, che aveva richiesto gli arresti dei quattro indagati, si era espresso negativamente riguardo la scarcerazione.

Intanto, dopo il primo interrogatorio di lunedì scorso, durante il quale tutti avevano negato le accuse a loro rivolte, si attende un nuovo incontro per cercare di far luce sulla vicenda.

Le accuse sono quelle di associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato, corruzioni, false fatture e dichiarazioni di invalidità false.

Il Pubblico Ministero, grazie a numerose intercettazioni telefoniche ed ambientali, avrebbe in mano già moltissime prove schiaccianti a carico dei quattro arrestati.
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