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Domenica, 14 Agosto 2022
Cronaca

Il bimbo morì poco dopo il parto in ospedale, Asl condannata a risarcire 230 mila euro

Questa la decisione del giudice Patrizia Medica nei confronti della Asl di Pescara per il caso riguardante il bimbo morto poche ore dopo la nascita nel 2014

Era nato prematuro il 25 ottobre del 2014 (26 settimane + 4) nell'ospedale di Pescara.
Ma solo poche ore dopo era purtroppo deceduto nella Uoc (unità operativa complessa) di Ostetricia e Ginecologia. 

Il problema, in base all'ordinanza del tribunale, fu la decisione da parte dell'equipe medica di optare per un parto naturale invece che cesareo vista la posizione podolica del nascituro.

Così il giudice Patrizia Medica, in sede civile, ha deciso per un risarcimento di quasi 230 mila euro, 228.800 euro per la precisione, a titolo di ristoro del danno da ritardo, oltre alle spede del giudizio pari a oltre 10 mila euro. Come si legge nell'ordinanza, «il nesso di causalità tra l’evento lesivo e la condotta medica omissiva e/o non conforme alle linee guida della buona pratica clinica, posta in essere dai sanitari che lo avevano avuto in cura, precisando in quale misura la condotta omissiva e/o non conforme alle linee guida posta in essere dai predetti sanitari, ne aveva determinato un peggioramento ai fini prognostici quod vitam, procedendo all’esito alla quantificazione del danno, ai fini del tentativo di conciliazione. All’esito delle operazioni peritali i Ctu Antonio Tombolini, specialista in medicina legale e Silvano Scarponi, medico-chirurgo, specialista in Ginecologia ed Ostetricia hanno depositato in data 11 giugno 2021 l’elaborato peritale formulando le seguenti conclusioni: “La madre sarebbe dovuta essere sottoposta a taglio cesareo in urgenza alle 11:20 del 26 ottobre 2014 in quanto in travaglio di parto e non fatta partorire naturalmente per via vaginale alle 14:30. Il taglio cesareo avrebbe ridotto il rischio di mortalità del prodotto del concepimento, prematuro, privo di malformazioni, rispetto al parto spontaneo. Tenendo conto dei dati recenti riportati in letteratura, la mortalità neonatale tra le 24 e le 27 settimane di gestazione per la presentazione podalica è stimata nel 25,2% per il parto per via vaginale contro il 13,2% per il taglio cesareo. Si ritiene condotta inadeguata del personale sanitario dell’ospedale civile di Pescara, quella di avere deciso il parto per via vaginale dopo le 11:20 del 26 ottobre 2014. Tale inadeguata condotta ha privato la partoriente del 12% di possibilità di avere un neonato (prematuro) vivo e vitale».

La famiglia del piccolo è stata seguita dall'avvocato Saverio Battista del Foro di Foggia, che fa sapere come i genitori vogliano sottolineare che «era stata data la colpa alla madre per quanto successo, adesso finalmente la verità è venuta a galla, e giustizia è stata fatta».

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L'avvocato Saverio Battista

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