Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca Farindola

Ascolti bassi per "C'è qualcuno": il docufilm su Rigopiano racimola il 4,21% di share

Il documentario di Michele Santoro andato in onda ieri non sembra aver riscosso particolare interesse negli italiani: nonostante la prima serata, sono stati appena 849.000 i telespettatori che si sono sintonizzati su Raidue

Non è piaciuto agli italiani, o forse non ha riscosso il loro interesse, "C'è qualcuno", il docufilm sulla tragedia dell'hotel Rigopiano andato in onda ieri in prima serata su Raidue in occasione della Festa della Repubblica. Scritto da Michele Santoro e realizzato interamente grazie a filmati originali dei Vigili del fuoco girati con i loro mezzi – dalle piccole telecamerine GoPro montate sui caschetti protettivi alle riprese immediate con i telefonini, fino alle telecamere vere e proprie – durante i soccorsi al resort di Farindola nel gennaio scorso, il documentario ha registrato un netto di 849.000 telespettatori, racimolando uno share pari ad appena il 4,21%. 

Ascolti, dunque, decisamente bassi per quella che era stata presentata in pompa magna come un'importante operazione televisiva: “Questo nostro film non celebra né il potere costituito né gli eroi, celebra i non eroi: i Vigili del fuoco che si sono infilati in quei buchi, i sopravvissuti che si preoccupavano più della salvezza degli altri che di loro stessi, e quei bambini che hanno resistito nel buio tenendosi per mano”, ha dichiarato Santoro.

La Rai aveva deciso di trasmettere "C'è qualcuno" (con la voce narrante di Alessandro Haber e le musiche del Premio Oscar Nicola Piovani) il 2 giugno come omaggio all’Italia migliore: “Un bambino salvato diventa, in quei momenti, tuo figlio. Un adulto morto è un parente che ti lascia”, raccontano i Vigili protagonisti dei soccorsi. Eppure l'Italia, complice forse il clima di festa, non sembra aver recepito.

I familiari delle 29 vittime, che inizialmente avevano protestato, dopo aver visto in anteprima il film hanno riconosciuto il valore e il senso del lavoro. “Non deve accadere che la 'retorica sui valorosi soccorritori' cancelli i morti, la sofferenza dei sopravvissuti e la ricerca e l'accertamento di eventuali responsabilità”, ha aggiunto Michele Santoro, promettendo che tornerà a occuparsi dell'argomento con un programma di approfondimento giornalistico. I riflettori, insomma, non si spegneranno su questa drammatica vicenda. O almeno si spera.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Ascolti bassi per "C'è qualcuno": il docufilm su Rigopiano racimola il 4,21% di share

IlPescara è in caricamento