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Era ricercato per sequestro di persona ma aveva provato a rifarsi una vita a Città Sant'Angelo, scoperto e arrestato

L'uomo, un cittadino rumeno, gestiva una carrozzeria meccanica nel centro angolano ma è ritenuto responsabile dei reati di associazione a delinquere e sequestro di persona

Un uomo ricercato è stato tratto in arresto dai carabinieri a Città Sant'Angelo ieri mattina, mercoledì 3 febbraio.
A finire in manette è stato un cittadino di nazionalità rumena di 43 anni gravato da un mandato di arresto europeo.

I militari del nucleo Investigativo del Reparto Operativo, dopo una lunga attività di indagine sviluppata avvalendosi del canale di cooperazione internazionale di polizia, hanno rintracciato e tratto in arresto il 43enne in virtù di un mandato di arresto europeo spiccato dall’autorità giudiziaria rumena.

L'uomo deve scontare la pena detentiva di 5 anni di reclusione perché è ritenuto responsabile dei reati di associazione a delinquere e sequestro di persona in relazione a fatti commessi in Romania agli inizi del Duemila. L’uomo, utilizzando false generalità, aveva tentato di rifarsi una vita trasferendosi già da alcuni anni in provincia di Pescara insieme alla sua famiglia dove gestiva una avviata carrozzeria meccanica.

Ieri davanti ai militari ha posto in essere un estremo tentativo di eludere il controllo esibendo una patente di guida rumena con false generalità. Durante la successiva perquisizione è stato poi rinvenuto un ulteriore documento rumeno, una carta d’identità, anch’essa contraffatta e recante generalità ancora diverse rispetto alle precedenti. La certezza definitiva sulla reale identità dell’uomo si è infine avuta tramite l’effettuazione dei rilievi foto-dattiloscopici che hanno rivelato la corrispondenza con l’inserimento in banca dati delle autorità rumene. L’arrestato, che è stato deferito anche per il possesso e l’utilizzazione di documenti identificativi contraffatti nonché per aver dichiarato false generalità in occasione del controllo, è stato al termine delle formalità posto a disposizione della Corte d’Appello dell’Aquila per l’avvio delle procedure finalizzate all’estradizione.

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