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Sorpresi a rubare in una scuola e arrestati, uno era già ai domiciliari

I due pescaresi sono stati "beccati" nella notte tra l'1 e il 2 maggio mentre stava compiendo un furto nell'istituto Comprensivo 3 in via Pescara nel capoluogo teatino

Una coppia di persone è stata arrestata dai carabinieri di Pescara dopo essere stata sorpresa a rubare all'interno di una scuola di Chieti.
I due pescaresi sono stati "beccati" nella notte tra l'1 e il 2 maggio mentre stava compiendo un furto nell'istituto Comprensivo 3 in via Pescara nel capoluogo teatino.

L'accusa della quale dovranno rispondere entrambi, D.C.C. 36enne e P.V. 33enne, è di furto pluriaggravato.

Il 33enne ha commesso il reato pur permanendo in regime di arresti domiciliari, motivo per il quale è stato denunciato anche per il reato di evasione. I due ladri sono stati sorpresi e bloccati subito dopo essersi introdotti nella scuola, muniti di cacciaviti e arnesi atti allo scasso. Dopo aver forzato la porta di ingresso i due sono entrati nel plesso scolastico e hanno scassinato una macchina erogatrice di bevande asportando la somma di denaro in monete pari a 70 euro. Immediatamente dopo la fuga sono stati bloccati dai carabinieri i quali si erano insospettiti dal loro comportamento precedentemente notato nel corso della notte e della vigilanza del territorio. Gli arrestati, già noti alle forze dell’ordine, sono stati tratti in arresto con l’accusa di furto pluriaggravato poiché oltre allo scasso è stata contestata l’aggravante di aver commesso il fatto in edificio pubblico.

A P.V. è stato contestato anche il reato di evasione in quanto lo stesso stava espiando la misura cautelare degli arresti domiciliari inflittagli dal Gip di Pescara essendo stato arrestato il 16 aprile 2019 per uno stesso fatto di cui si era reso responsabile nella scuola Media Mazzini di Pescara.
Condotti al tribunale di Chieti per il processo direttissimo, dopo la convalida dell’arresto, P.V. è stato rinchiuso nel carcere di San Donato, mentre D.C.C. rimesso in libertà poiché incensurato. Indagini sono in corso per accertare se la coppia abbia commesso altri reati dello stesso genere, frequenti all’interno delle scuole della città e dell’hinterland.  

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