Scacco al traffico e spaccio di droga nel Pescarese: la polizia arresta 13 persone

Un'indagine articolata e complessa partita dall'arresto di un nigeriano nel 2018, ha portato al sequestro di ingenti quantitativi di stupefacenti ed all'individuazione di diverse reti e canali di spaccio

La questura di Pescara, in collaborazione con quella di Napoli, ha concluso oggi un'importante operazione contro il traffico e spaccio di stupefacenti nel territorio pescarese e teatino. Sono infatti state eseguite 13 misure cautelari nei confronti di altrettanti soggetti, di varia nazionalità, che si occupavano di gestire diversi canali e reti di spaccio di droga di varia tipologia, dalla marijuana all'hashish e cocaina.

Il primo arresto nel 2018

Le indagini sono partite dall'arresto avvenuto nell'ottobre 2018 di un nigeriano di 21 anni, O.H. sorpreso al terminal bus di Pescara con 2 kg di marijuana dopo essere arrivato con un autobus proveniente da Roma. Analizzando i contatti telefonici, hanno identificato il destinatario di quella importante partita di droga, ovvero un 25enne del Gambia noto come "Aladino" e residente a Montesilvano. Lo stesso 21enne nigeriano aveva compiuto altri sette viaggi sospetti da Roma a Pescara in pochi mesi, avvalorando la tesi che fosse un vero corriere della droga. "Aladino", hanno poi scoperto gli investigatori, era particolarmente attivo sulla piazza di Montesilvano dove vendeva dosi ai suoi clienti dandogli appuntamento nella pineta o davanti agli stabilimenti balneari. Fondamentali anche le testimonianze e le perquisizioni eseguite sui clienti fermati non appena avevano acquistato lo stupefacente. Nel dicembre 2018, era stato arrestato un suo cliente, il nigeriano O.I.S, sorpreso a cedere marijuana ad un suo cliente.

Il fornitore di "Aladino"

L'analisi dei contatti di "Aladino" ha poi portato all'arresto di un 37enne di origine campana C.A. residente a Chieti Scalo, dedito al traffico di cocaina ed hashish nelle province di Pescara e Chieti, ritenuto uno dei fornitori di "Aladino" al quale avrebbe venduto rilevanti quantità di stupefacente. Nel gennaio 2019 il campano, assieme alla compagna 25enne, era stato arrestato nell'area di servizio autostradale di Brecciarola di ritorno da Napoli, dove era stato sorpreso con  2 kg di hashish. Nell'abitazione di Chieti Scalo furono rinvenuti durante la perquisizione domiciliare altri 50 grammi di cocaina e materiale per il confezionamento.

Il filone pescarese e campano

Fra i contatti del 37enne c'era anche S.A. 44enne pescarese di etnia rom, già conosciuto per reati legati allo spaccio e che si rivolgeva al campano per rifornirsi di cocaina ed hashish, che poi rivendeva sulla piazza pescarese. Il 1 febbraio 2019 l'uomo aveva ceduto 3 kg di hashish assieme a F.G. e G.G. di 29 e 36 anni entrambi napoletani, a D.C.D. 47enne pescarese e 230 grammi di hashish a D.R.I., residente nel Chietino. Lo scambio era avvenuto vicino il centro commerciale Arca di Spoltore ma poche ore dopo erano scattate le perquisizioni della polizia nei rispettivi domicili. Anche la compagna del 44enne pescarese, H.F. romena di 31 anni, è destinataria dell'obbligo di dimora in quanto era coinvolta nel traffico di stupefacenti. Nel giugno 2019, infatti, si era recata a Napoli con il compagno per acquistare 5 kg di hashish e 150 grammi di cocaina e qui un 42enne era stato arrestato con la droga destinata alla coppia pescarese.

Padre e figlio spacciatori a Cappelle sul Tavo

Le indagini sui contatti di S.A. hanno poi aperto un altro filone d'indagine, che coinvolgeva F.G. 32enne nato in Belgio ed il padre F.A 58enne, entrambi residenti a Cappelle Sul Tavo e finiti oggi in carcere. Grazie ai numerosi servizi di osservazionie ed intercettazioni telefoniche, si è scoperto che assieme ad una parente, F.L. 41enne convivente nell'abitazione di Cappelle utilizzavano l'appartamento come baso logistico di spaccio al minuto di marijuana e cocaina, utilizzando parole come "birra", "accendini" e "lampadine" per indicare le varie tipologie di droga. Riscontrate decine di compravendite con assuntori segnalati alla prefettura, ed in un'occasione era stato fermato anche un 50enne, autista di ambulanze, che aveva appena acquistato una dose.

F.G. e S.A. sono inoltre accusati con D.L.A., 34 anni di Atri residente a Montesilvano, di aver ceduto ad un cittadino egiziano, M.E.S., 39 anni, domiciliato a Cappelle sul Tavo, 50 grammi di cocaina che l’egiziano consegnava poi ad una 45enne pescarese, residente a Francavilla al Mare, arrestata in flagranza di reato dalla Squadra Mobile di Pescara il 17 aprile 2019.
PER D.L.A e di M.E.S. è scattata la misura cautelare dell’obbligo di dimora nei rispettivi comuni di residenza.

Infine, le indagini hanno portato a scoprire un ulteriore fornitore del nucleo familiare di Cappelle sul Tavo, ovvero T.R. 34enne residente a Montesilvano di nazionalità albanese, al quale padre e figlio si rivolgevano per acquistare la cocaina da vendere al dettaglio. L'albanese è stato arrestato il 16 aprile 2019 proprio a Cappelle mentre cercava di consegnare una partita di droga.

A seguito di perquisizione i poliziotti lo trovavano in possesso di oltre 50 grammi di cocaina. Altri 50 grammi della medesima sostanza erano stati poi rinvenuti nella sua abitazione di Montesilvano. Nei confronti dell’albanese il gip ha disposto la misura cautelare della custodia in carcere. Ai domiciliari è finita anche P.D. 31enne pescarese accusata di essersi rifornita da S.A. per svariati quantitativi di cocaina, venduta poi a terzi come quando il 22 marzo scorso è stata fermata dagli agenti della questura di Pescara con quasi 10 grammi di cocaina subito dopo aver venduto una dose.

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Il blitz di questa mattina

Oltre ai 13 arrestati, altre 3 persone sono indagate. Questa mattina l'operazione si è conclusa con la perquisizione in via Pignatara di Cappelle sul Tavo alla quale hanno partecipato le unità cinofile. Trovati otto involucri contenenti 4 grammi di cocaina di cui F.G. ed F.A hanno tentato di disfarsi, nonché 4 involucri contenenti 13,6 grammi di marijuana, oltre a un bilancino di precisione.

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