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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
Cronaca

Emergenza truffe, a Padova 2 arrestati e 10 denunciati da inizio anno: uno è di Pescara

Il comando provinciale dei carabinieri di Padova ha reso noto le tecniche più utilizzate dalla malavita per rubare alle vittime contanti e oggetti di valore: tra i denunciati anche un uomo in provincia di Pescara

Due persone arrestate e 10 denunciate (tra queste anche uno in provincia di Pescara) dall'inizio dell'anno dai carabinieri di Padova per le truffe, tra i reati più insidiosi e subdoli.
Dall’inizio dell’anno sono state 10 le persone segnalate dai carabinieri di Padova all'autorità giudiziaria per il reato di truffa e truffa in concorso, come riporta PadovaOggi.

Gli indagati sono stati individuati in diverse province italiane: 2 nel casertano, 4 in provincia di Roma, uno in provincia di Crotone, uno in provincia di Pescara, uno in provincia di Perugia ed uno in provincia di Pistoia. L’attività di polizia giudiziaria volta a reprimere questo tipo di reati si affianca a quella preventiva, effettuata dall’Arma che, grazie alla collaborazione con le amministrazioni comunali, con le associazioni e i patronati, con conferenze organizzate ad hoc, vogliono raggiungere il maggior numero di cittadini possibile per fornire loro ogni strumento utile volto a difendersi dai truffatori.

Le tecniche dei truffatori

Setacciano i siti di “market place” fingendosi o clienti interessati all’acquisto di un bene, dove il malcapitato viene convinto a recarsi allo sportello bancomat e a digitare dei codici e invece di ricevere la cifra pattuita si trova il conto corrente svuotato. Fingendosi venditori, mettendo in vetrina un oggetto particolarmente costoso ad un prezzo stracciato rendendolo molto appetibile, oggetto che una volta pagato non sarà mai consegnato alla vittima.
Contattano al telefono, per di più con numeri fissi rilevabili dalle pagine bianche, per la maggior parte anziani, fingendosi carabinieri o avvocati e comunque rappresentanti della legge, spaventano l’interlocutore circa il trattenimento di un loro caro in caserma a causa di un sinistro o altro e della sua liberazione su pagamento del danno a mezzo contanti o corrispettivo in gioielli da consegnare nelle mani di una persona che si presenta poco dopo alla porta.
Al telefono si fingono dipendenti di compagnie assicurative che per la stipula o il rinnovo della polizza forniscono dei codici bancari incassando fraudolentemente il premio assicurativo.
Si fingono agenti della polizia locale o dipendenti delle società dei servizi delle utenze domestiche, con tanto di casacche o altri finti contrassegni distintivi, per accedere nelle abitazioni dei malcapitati adducendo scuse come controlli per fughe di gas e in un modo o nell’altro riescono a portar via contanti o gioielli che vengono fatti mettere in sacchetti in frigorifero per evitare contaminazioni.

Chi sono

Questi sono solo alcuni degli esempi di come i malfattori carpiscono la buona fede della vittima di turno e, senza farsi alcuno scrupolo, la derubano dei risparmi o di monili il cui valore affettivo supera spesso quello economico. Spesso i malfattori scelgono le loro vittime a centinaia di chilometri dalla propria residenza di modo da poter rendere difficile la propria individuazione e poter contare sull’impunità. Ma non fanno i conti con la tenacia e la determinazione dei carabinieri che, ricevuta la denuncia, attivano ogni risorsa investigativa al fine di rintracciare i responsabili. 

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