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Corruzione e turbativa d'asta in un appalto della Asl da 11 milioni di euro, arrestati dirigente sanitario e 2 imprenditori [FOTO-VIDEO]

A eseguire gli arresti sono stati i militari della guardia di finanza di Pescara

Corruzione, instigazione alla corruzione e turbata libertà degli incanti.
Questi i reati per i quali sono stati tratti in arresto nella mattinata odierna, mercoledì 7 aprile, il dirigente del dipartimento di Salute Mentale della Asl di Pescara, il legale rappresentante e una dipendente con funzioni di coordinatrice della cooperativa sociale "La Rondine".

Società partecipante al consorzio di cooperative sociali Sgs vincitore dell'appalto della Asl da oltre 11 milioni e 300 mila euro oggetto dell'indagine. A spiegare i dettagli dell'operazione sono il pm Anna Rita Mantini, il generale Gianluigi D'Alfonso, comandante regionale della guardia di finanza, e il tenente colonnello Luca Lauro.

A eseguire i provvedimenti di custodia cautelare in carcere dei 3 arrestati, emessi dal Gip del tribunale, Nicola Colantonio su richiesta della Procura della Repubblica, sono stati i militari della guardia di finanza di Pescara. La gara d'appalto, indetta nel gennaio 2020 e conclusa lo scorso marzo, aveva come oggetto la gestione di residenze psichiatriche extra ospedaliere a Pescara, Tocco da Casauria e Penne con un valore potenziale che sarebbe potuto arrivare a 17 milioni di euro in caso di proroga. L'indagine, che è ancora in corso, ha previsto un sequestro di 50 mila euro in contanti ai danni del pubblico ufficiale che avrebbe avuto il ruolo di dominus nella vicenda. Come fa sapere il pm Anna Rita Mantini, «sono state accertate anche regalie di rilevante importo come orologi Rolex, viaggi, oggetti di valore e benefit di vario tipo. I moventi sono stati plurimi, sia personali che professionali sia per il dirigente che del rappresentante della cooperativa. Era attivo politicamente da anni il dirigente del dipartimento e otteneva in questo modo un ritorno elettorale visti i circa 700 dipendenti coinvolti». L'indagine era partita l'estate scorsa da una segnalazione interna alla Asl. «L'attività tecnica contenuta nel tempo si è carattetizzata per una chiarezza che ha consentito di trovare materiale per una evidenza probatoria», aggiunge la Mantini, «l'evidenza della prova tecnica si è coniugata con la particolare aggressività delle condotte. Erano stati progettati altri obiettivi criminali come le residenze per anziani e un progetto di telemedicina che era particolarmente interessante per chi delinque. Anche la Asl è stata oggetto di indagine in quanto ente responsabile. Gli indagati insieme ai loro referenti amministrativi e politici viaggiavano come se non ci fossero Dpcm e restrizioni ai quali potevano sottrarsi». 

«L'indagine è stata avviata e conclusa nel giro di un anno», aggiunge Lauro, «il contratto è stato concluso il 2 marzo scorso. Il dirigente era in combutta con il presidente del consorzio e la direttrice della cooperativa per far vincere a questa ultima i 3 lotti. Oltre all'offerta economica c'era quella tecnica sulla quale il dirigente era intervenuto inserendo due suoi fedelissimi consentendo 12 punti di vantaggio sulla seconda ditta partecipante che però aveva presentato l'offerta più vantaggiosa. Si guardava solo al ritorno economico e ci sono state numerose violazioni delle norme anti Covid con cene, viaggi fuori regione etc».

La Procura della Repubblica, come ricorda la Mantini, aveva girato una comunicazione all'Anac e alla Asl perché la cooperativa in questione era già stata oggetto di indagine relativa a turbativa d'asta ma è stata completamente ignorata. Come riferisce la Mantini, quella cooperative e le altre, erano tesoretti da spendere in ambito politico per il dirigente sanitario. Altre gare erano all'orizzonte sia a Pescara che in ambito regionale, come quello della telemedicina che era uno dei prossimi obiettivi. I due arrestati della cooperativa sono uno della provincia di Pescara e l'altro di quella di Chieti. Sono 6 in totale gli indagati, responsabili a vario titolo dei reati di corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio, circostanze aggravanti, pene per il corruttore, istigazione alla corruzione, turbata libertà degli incanti, nozione di pubblico ufficiale, reato continuato e pena per coloro che concorrono nel reato.

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