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Appalti truccati: rinviati a giudizio 28 imprenditori

Dovranno affrontare un processo per turbata libertà d'incanti i 28 imprenditori rinviati a giudizio dal tribunale di Pescara per una serie di presunti appalti truccati

Sono stati rinviati a giudizio 28 imprenditori accusati di turbata libertà degli incanti, nell'ambito dell'inchiesta "Shining Light" condotta dai carabinieri forestali di Pescara e riguardante una serie di appalti in Abruzzo e nel Pescarese. Gli imprenditori sono abruzzesi, ma anche residenti nel Lazio, Umbria, Puglia e Marche.

A capo della cordata, secondo l'accusa, ci sarebbero gli imprenditori aquilani Claudio e Antonio D’Alessandro che hanno già patteggiato la pena rispettivamente di due anni e sei mesi, e di 1 anno e 6 mesi. Le persone rinviate a giudizio sono Aldo Di Nardo, A. T., William Gianneramo, Giovanni Marzi, Marcello Negrini, Giacomo Di Prospero, Romolo Persia, Eugenio Maccarone, Giuseppe Rizio, Fabrizio Baiola, Virginio Cilia, Raffaella Comegna, Annibale Beani, Alessandro Di Berardino, Domenico Contestabile, Paolo Marziali, Maria Di Maulo, Biagio Licari, Elena Anna Teresa Licari, Massimo Luciani, Adriana De Cesara, Dante Conti, Augusto D’Ovidio, Fulvio Minicucci, Andra Mazzaferri, Maurizio Di Tommaso, Valentino Candela.

I reati sarebbero avvenuti fra il 2009 e 2013, e riguardano diversi appalti dell'Aca, Ater di Chieti, Ufficio Infrastrutture dell'Esercito a Pescara, e dei comuni di Montesilvano e Cepagatti. L'imprenditore Arnaldo Pattara ha patteggiato mentre l'ex sindaco di Cepagatti Leone Cesarino aveva già patteggiato una pena di 1 anno e 7 mesi.

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