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Appalti post terremoto, Venturoni: "Dovranno ammazzarmi per farmi andare via"

"Non ho ricevuto alcun avviso di garanzia riguardo la vicenda della Asl de L'Aquila. Io non mi dimetto, dovranno ammazzarmi per farmi andare via". Così l'assessore regionale alla sanità Venturoni ha proseguito la sua difesa sui presunti illeciti nell'assegnazione degli appalti post terremoto

"Fino ad ora non ho ricevuto alcun avviso di garanzia in merito alla vicenda degli appalti della Asl de L'Aquila".

Così Lanfranco Venturoni, assessore regionale alla sanità, ha ribadito la sua posizione di estraneità rispetto alla vicenda riguardante gli appalti post terremoto per la costruzione della nuova sede della Asl aquilana.

L'assessore ha rilasciato ieri alcune dichiarazioni nel corso di una trasmissione televisiva su un canale locale. Venturoni nega ogni suo coinvolgimento, e parla con emozione della solidarietà espressa dai dipendenti di Villa Pini.

"Non me ne andrò dal mio posto perchè qualcuno vuole togliermi di torno. Dovranno ammazzarmi per farmi sparire, ed anzi, se dovessi morire, sappiate che non ho alcuna intenzione di suicidarmi..." prosegue deciso Venturoni.

"La conversazione intercettata parlava di tutt'altro rispetto all'appalto per la costruzione della nuova sede Asl, è un equivoco" conclude l'assessore.

AGGIORNATO ALLE ORE 14,30 DEL 26 NOVEMBRE 2009


Io non ne sapevo e non ne so nulla. Nessuno mi ha comunicato nulla. Sono mortificato ed amareggiato, è assurdo ritrovarsi indagato dopo una vita spesa a fare battaglie contro la corruzione. Basta vedere il mio curriculum ed informarsi".

Così l'assessore Venturoni ha voluto replicare alle accuse di corruzione aggravata in merito all'inchiesta "Ground Zero" della Procura di Pescara, riguardante gli appalti post terremoto a L'Aquila.

Venturoni afferma di aver appreso del suo coinvolgimento nell'indagine dai media. "All'inizio pensavo si trattasse di una burla, ma la Procura di Pescara non ha smentito le voci circolate sulla stampa, e le assurde ricostruzioni che mi vedrebbero coinvolto in questa vicenda. Evidentemente qualche magistrato locale crede davvero che una persona come me, che ha speso la vita a combattere la corruzione, possa essere responsabile delle accuse che mi sono state rivolte". prosegue Venturoni.

"Attendo di leggere gli atti di accusa, per ora parla da solo il mio curriculum ed i fatti. Comunque vi assicuro che mi difenderò in ogni sede e con ogni mezzo a disposizione, continuando ad assicurare il massimo impegno anche per quanto riguarda la mia carica istituzionale. Voglio scoprire chi e per quale finalità ha infangato il mio nome" conclude Venturoni.
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