Via libera della Cassazione ai referendum anti trivelle

Secondo la Suprema Corte, che ha dato l'ok ai referendum contro le trivellazioni in Adriatico, sono "conformi alla legge" i 6 quesiti referendari presentati

La Corte di Cassazione ha dato il via libera ai referendum contro le trivellazioni in Adriatico. Secondo la Suprema Corte sono "conformi alla legge" i sei quesiti referendari presentati lo scorso 30 settembre da dieci Consigli regionali, e che riguardano procedure, autorizzazioni e intese per la ricerca e l'estrazione del greggio, e per "sancire" il ritorno al limite delle 12 miglia dalla costa per le attivita' delle piattaforme petrolifere: dopo l'attestazione della correttezza "formale" dei quesiti da parte della Suprema Corte, ora spetta alla Consulta darne un giudizio di legittimita' entro il prossimo febbraio.

I 6 quesiti riguardano l'abrogazione di alcune parti dell'articolo 38 dello "Sblocca Italia" (e di alcune norme collegate) e dell'articolo 35 del "decreto Sviluppo" e sono stati approvati nei mesi scorsi da dieci Consigli regionali rispetto ai 5 richiesti dall'articolo 138 della Costituzione: Marche, Abruzzo, Puglia, Sardegna, Basilicata, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise. E' stata l'assemblea regionale lucana la prima, il 19 settembre, ad approvare le delibere sui quesiti, depositati poi il 30 settembre all'Ufficio centrale per il referendum della Corte di Cassazione dai delegati.

"Il 'sì' della Cassazione - ha detto il presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Piero Lacorazza (Pd) - e' un buon punto di partenza, che testimonia l'ottimo lavoro tecnico-giuridico che e' alla base dell'iniziativa referendaria".

L'obiettivo dei referendari e' quindi quello di cancellare alcune parti dell'articolo 38 dello "Sblocca Italia" che riguardano procedure e autorizzazioni per la ricerca e l'estrazione dell'oro nero puntando, nei fatti, anche a riaprire la concertazione tra lo Stato e i territori (quesiti da 1 a 5), e a ripristinare il limite di 12 miglia marine dalla costa (quesito 6) per le attivita' delle piattaforme petrolifere (abrogando quindi una parte dell'articolo 35 del "Decreto Sviluppo").

Ricordiamo che a Pescara, nell'aprile 2013, si tenne un mega corteo per dire no alle trivelle, al quale parteciparono 40.000 persone. Più di recente la protesta è stata ripetuta a Lanciano.

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