Cronaca

Demolizioni, gli ambientalisti: "Pescara rischia di cancellare la sua storia"

Si sono riunite questa mattina moltissime Associazioni Ambientaliste per discutere di un argomento che oggi affligge la città di Pescara: la demolizione di edifici storici della città

"Dove va Pescara se… viene dal nulla?" Questo lo slogan provocatorio delle associazioni ambientaliste riunitesi questa mattina per affrontare il problema delle demolizioni e delle concessioni in città.

Italia Nostra - Comitato Abruzzese del Paesaggio - Mila Donnambiente - MareVivo - WWF - Ville e Palazzi Dannunziani - EcoIstituto Abruzzo sono solo alcune delle associazioni che hanno aderito alla conferenza stampa per rivendicare l'identità urbana e storica della città di Pescara.

Tra i programmi dell'Amministrazione infatti vi sarebbe:  

1)l’abbattimento e la ricostruzione ex novo in cemento, di un elenco sempre più lungo di palazzi d’epoca otto-novecentesca costruiti in mattoni pieni.
2)la possibile cancellazione di ogni memoria di Borgo Marino nord, uno dei luoghi storici di Pescara;
3)le sorti “troppo aleatorie” del Quartiere Pineta, dove, villino dopo villino, si procede verso la devastazione dell’architettura di pregio e la banalizzazione dell’ultimo quartiere pescarese di forte qualità urbana;
4)  l’incomprensibile “leggerezza” con cui le Amministrazioni non rispettano vincoli stringenti di Prg, di Piano Paesistico, Piano dei Vincoli ministeriali, che pur esistono sulle “carte” ufficiali.

Le Associazioni chiedono dunque all'Amministrazione di rispettare  le volontà dei cittadini e di operare per il beneficio comune. Asseriscono altresì che data la difficile e nebulosa situazione sarebbe opportuno che la giunta regionale bloccasse tutte le Concessioni per analizzarle ufficialmente e verificare se i progetti presi nel chiuso delle Sale Comunali rispondano realmente alle ingerenze cittadine.

A tal proposito i rappresentanti delle Associazioni propongono un veloce monitoraggio dello stato dell’arte, pubblicizzazione dei risultati, discussione partecipata sulle soluzioni da adottare, coinvolgendo sovrintendenze,università, associazioni, operatori economici e culturali.

Per quanto concerne Borgo Marino Nord, le associazioni specificano che non sono certo per il mantenimento del degrado presente, ma per una riqualificazione degli spazi e del luogo, nel senso della conservazione della memoria e della valorizzazione anche economica di un pezzo storico ed indennitario della città. Bisogna in sostanza abbellire ed incentivare il turismo lungo l’anello urbano oggi costituito dal percorso fra i due ponti ed incentivare la promozione dell'alta qualità didattico-scientifica del previsto Museo del Mare.

Le Associazioni annunciano che, qualora il Comune facesse orecchie da mercante non mancheranno momenti di approfondimento organizzato grazie all'impegno di autorevoli esperti di modo da porre i riflettori sul futuro e sulla memoria della città di Pescara.

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