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Cronaca

Agguato a Carlo Pavone, stub eseguito su due amici

Due persone sono state sottoposte dai carabinieri alla prova Stub per rilevare tracce di polvere da sparo anche a distanza di giorni. Uno dei due è un amico di famiglia

AGGIORNAMENTO A quanto pare, anche grazie ai primi risultati delle analisi dei Ris di Parma, la persona che ha sparato a Carlo Pavone avrebbe le ore contate. Le indagini infatti hanno avuto una svolta rafforzando la tesi investigativa che comunque già da qualche ora si stava delineando. Un caso che probabilmente verrà risolto guardando nelle vicinanze dell'imprenditore. Quasi definitivamente scartata l'ipotesi del folle che avrebbe sparato senza un movente preciso.

Continuano senza sosta le indagini per capire chi ha tentato di uccidere Carlo Pavone, il 42enne rimasto gravemente ferito dopo che, la notte del 30 ottobre, qualcuno gli ha sparato alla testa mentre gettava la spazzatura.

I carabinieri hanno eseguito la prova Stub su due persone, una delle quali è un amico di Pavone per capire se ci sono tracce residue di polvere da sparo che possono essere individuate anche a distanza di giorni.

L'uomo si difende sostendendo di essere estraneo ai fatti e di avere un alibi per la sera dell'aggressione a Pavone, che è ancora ricoverato in coma farmacologico presso l'ospedale di Pescara.

I risultati arriveranno fra qualche giorno. Intanto il cassonetto della spazzatura è stato sequestrato. Si attende anche il riscontro delle impronte presenti sul coltellino trovato vicino al corpo di Pavone.

Dal Venezuela è arrivata la sorella che sarà ascoltata dagli inquirenti per capire se, in Sudamerica, ci possa essere qualcuno che poteva volere Carlo morto.

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