Aggressione omofoba, il racconto della vittima: "Provo pena per chi mi ha picchiato"

Sta facendo molto discutere, anche a livello nazionale, la vicenda di un 25enne molisano che è stato malmenato a Pescara, nei pressi della Nave di Cascella, nei giorni in cui la città abruzzese ospitava la Pride Week

La Nave di Cascella, teatro dell'aggressione omofoba

Sta facendo molto discutere, anche a livello nazionale, la vicenda di un 25enne molisano che è stato malmenato a Pescara nei giorni in cui la città abruzzese ospitava la Pride Week: il ragazzo, infatti, è stato vittima di un’aggressione omofoba, nei pressi della Nave di Cascella, finendo all’ospedale con una mascella rotta.

La vittima, che era venuta a trovare un 22enne del posto, è stata intervistata da Corriere.it:

«Sono arrabbiato, certo, perché questa cosa è accaduta in una città in cui ho vissuto da studente per quattro anni e che è stata sempre aperta e accogliente al riguardo. E poi perché ero lì a farmi i fatti miei, sono stato aggredito solo perché passeggiavo mano nella mano con il mio fidanzato, abituato come sono a vivere la mia omosessualità liberamente».

L’episodio è avvenuto nella notte tra giovedì 25 e venerdì 26 giugno, intorno all’una: «Eravamo all’altezza della nave di Cascella – racconta il 25enne a Corriere.it – Ci incrociamo con questo gruppo, che all’inizio non dice nulla. Poi, però, dopo essersi allontanati, iniziano a urlare: “Froci, froci”. Ci giriamo, li guardiamo e io dico: “Ok, e quindi?”. Ci raggiungono, uno di loro chiede insistentemente se ho qualche problema con lui. Non mi faccio intimorire. Io vado per la mia strada, dico. Per tutta risposta, un altro mi assesta un pugno sulla mascella e, a quel punto, scoppia il parapiglia perché intervengono in nostra difesa diversi passanti. Alcuni di loro si sono presi anche dei cazzotti al posto mio e questo mi è dispiaciuto».

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Lo scontro, riferisce il molisano a Corriere.it, «è stato rapido, quello che mi ha colpito aveva una corporatura robusta ed era più alto di me, all’incirca uno e ottanta. Il pugno è arrivato a sorpresa quando stavo parlando con un altro di loro. Provo pena per questi ragazzi: non hanno avuto la fortuna di crescere in un ambiente come quello in cui sono cresciuto io, il loro disagio quotidiano si riflette nelle azioni che hanno compiuto giovedì sera, peraltro proprio durante gli eventi dell’Abruzzo Pride. È evidente, e quello che mi è successo ne è una dimostrazione, che le aggressioni di stampo omofobo continuano a esserci e questo dovrebbe farci riflettere ulteriormente proprio ora che sta partendo l’iter per la legge contro l’omofobia».

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