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Paura in carcere a Pescara: agente aggredito e ferito da un detenuto

La denuncia arriva dal sindacato Sappe che parla di una situazione ingestibile ed a rischio all'interno della casa circondariale di San Donato

Nuovo grave episodio di violenza all'interno del carcere di Pescara. Un agente lunedì 18 gennaio è stato aggredito da un detenuto mentre stava aprendo le celle per consentire l'ora d'aria. Il recluso ha preso per il collo, alle spalle, l'agente che però è riuscito a divincolarsi e liberarsi. Il detenuto è tornato nuovamente alla carica, come racconta il sindacato Sappe di Pescara, per rubare le chiavi e probabilmente cercare uno scontro fisico ma grazie alla freddezza dell'agente penitenziario che era a conoscenza dei problemi fisici e psichici del detenuto, è riuscito nuovamente a divincolarsi riportando la calma

Prontamente è scattato l’allarme ed è intervenuto il personale a supporto ma solo grazie alla freddezza ed esperienza dell’assistente in questione l’allarme è subito rientrato ma durante il tutto l’assistente ha riportato vistosi graffi al collo e dolori al torace con 20 giorni di prognosi.

Ci si auspica che la direzione prenda immediati e seri provvedimenti disciplinari provvedendo altresì a far trasferire il predetto in altra sede per motivi di opportunità nonché deferendo lo stesso all'autorità giudiziaria. Questo episodio ci lascia perplessi, soprattutto dal fatto che l'aggressione è avvenuta in una sezione a regime aperto dove le camere di pernottamento dei detenuti vengono aperte alle ore 08.45 e chiuse alle ore 18.30. Qui i ristretti sono liberi di transitare liberamente ed oziare per tutto il giorno, senza essere impegnati in attività ricreative o di lavoro

Il Sappe evidenzia come in quel reparto i detenuti sono liberi praticamente tutto il giorno, mentre l'agente è obbligato a effettuare i giri di controllo da solo senza alcuno strumento di autotutela con evidenti rischi per la propria incolumità. Il carcere di Pescara ha un reparto denominato Atsm dove sono allocati i detenuti in attesa di invio ad un Rems, che però soffre di una cronica mancanza di posti letto e dunque questi detenuti finiscono assieme agli altri nei reparti ordinari dove la carenza di circa 50 agenti che si protrae ormai da anni ha portato ad una situazione ingestibile.

Donato Capece, segretario generale Sappe:

“Gli eventi critici contro gli appartenenti alla polizia penitenziaria sono aumentati in maniera spaventosa. E tutto questo in assenza di provvedimenti utili a garantire la sicurezza e l’incolumità del personale di polizia penitenziaria. Il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede è sempre più distante dalla ‘sua’ forza di polizia, la polizia penitenziaria. Non ha indicato una soluzione concreta per fermare questa spirale di violenza: anzi, sembra che le proposte per rivedere i circuiti e le norme dell’ordinamento penitenziario, a partire dalla vigilanza dinamica delle carceri che è alla base di tutta questa violenza inaccettabile, siano state abbandonate in qualche cassetto polveroso del Ministero?"

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