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Domenica, 14 Agosto 2022
Cronaca

Accoltellò il cognato, condannato un uomo

Un anno e tre mesi di reclusione è la pena inflitta a un 52enne di Pescara per lesioni. Il fatto si verificò in un'abitazione di Poggiofiorito nel pomeriggio del 2 novembre 2015. Per lo stesso fatto è già stato condannato il figlio di 27 anni 

Un anno e tre mesi di reclusione è la pena inflitta a un 52enne di Pescara per il quale il Tribunale di Chieti ha derubricato l'accusa di tentato omicidio in quella di lesioni gravi. Il Pm aveva chiesto la condanna a 12 anni e due mesi.

La sentenza permetterà alla difesa, che ha sempre respinto l'accusa di tentato omicidio configurando l'accaduto come una lite sfociata in lesioni personali, di puntare alla derubricazione del reato nel processo in Corte d'appello a L'Aquila, fissato per il prossimo 28 febbraio. 

Per lo stesso fatto il figlio di 27 anni era stato condannato in Tribunale, nel settembre 2017, a 14 anni di reclusione per tentato omicidio, oltre che per porto abusivo di coltello e minaccia grave. Padre e figlio, pur essendo imputati per gli stessi reati in concorso, sono stati processati in tempi diversi perché la posizione del primo venne stralciata per un difetto di notifica.

Il fatto si verificò in un'abitazione di Poggiofiorito nel pomeriggio del 2 novembre 2015. Il cognato del 52enne era appena uscito di casa per prendere la legna quando, secondo l'accusa, fu aggredito alle spalle da padre e figlio, entrambi armati di coltello, che lo ferirono alla nuca, al torace, all'addome, all'avambraccio e a una mano provocandogli lesioni guaribili in oltre 20 giorni.

Con l'aggravante di aver agito con premeditazione. All'origine dell'accoltellamento ci sarebbero state vecchie ruggini familiari

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