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Cronaca

Accattonaggio a Pescara, la lettera di Foschi e Gasbarro

La denuncia, in una missiva inviata a sindaco, prefetto e questore, dei consiglieri Gasbarro e Foschi, che chiedono "un intervento forte e deciso"

“Nonostante l’ordinanza sindacale che vieta l’accattonaggio, Pescara è invasa da mendicanti disabili e non e da parcheggiatori abusivi che diventano aggressivi nei confronti di chi rifiuta l’obolo. E’ probabile che dietro quelle mani tese ci sia un vero e proprio racket ovvero una organizzazione criminale che lucra sulla disabilità, sulle menomazioni più o meno gravi e invalidanti, sulle protesi che vengono tolte e messe in mostra”.

È quanto denunciano, in una lettera inviata a sindaco, prefetto e questore, il consigliere di circoscrizione Benedetto Gasbarro e il consigliere comunale Armando Foschi, secondo i quali è anche da non trascurare “l’utilizzo dei minori, da parte di genitori senza scrupoli, nella pratica dell’accattonaggio. Se così fosse, ci troveremmo anche davanti alla riduzione in schiavitù di persone indifese e portatrici di handicap le quali, dopo l’impiego lungo le vie della città e ai semafori, continuano l’umiliazione anche nelle ore da dedicare al riposo in baracche fatiscenti o all’interno di capannoni in disuso, su giacigli posati a terra tra cumuli di spazzatura non escludendo la presenza di animali e insetti portatori di malattie infettive pericolose per la salute”.

Più della propaganda, Foschi e Gasbarro si dicono interessati al risultato, cioè “sconfiggere la piaga dell’accattonaggio suggerendo di applicare quanto già realizzato a Treviso dove, con un patto siglato tra Questura, Prefettura e Comune il fenomeno viene contrastato quotidianamente dalle Forze di Polizia”.

Foschi e Gasbarro chiedono “un intervento forte e deciso” anche da parte del Comitato per la Sicurezza e l’Ordine Pubblico, “che va convocato con urgenza affinché questo vergognoso fenomeno dei mendicanti, disabili sfruttati e schiavizzati non diventi un’indegna consuetudine”.

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