rotate-mobile
Vendita e Affitto

Cos’è la cedolare secca e quando si può applicare

La cedolare secca si può usare solamente in caso di affitti a privati, quindi persone fisiche

In caso di affitto di un immobile è possibile procedere con un regime di tassazione agevolato, chiamato la cedolare secca. Questa comprende tutte le quote che bisogna versare, quindi imposta di registro, marche da bollo, addizionali e Irpef. Conviene e in quali casi si può applicare? Non ci resta che scoprirlo.

La cedolare secca si può usare solamente in caso di affitti a privati, quindi persone fisiche. Non si applica a immobili destinati ad attività imprenditoriali.

L’edificio deve rientrare nelle categorie dalla A/1 alla A/11, tranne A/10 (uffici e studi privati) e vale anche per le pertinenze come box, cantine, posti auto, solo se menzionati nel contratto.

Solo nei contratti di affitto stipulati nel 2019 la cedolare secca è stata applicata anche a immobili di tipo strumentale.

Bisogna comunicare in fase di registrazione del contratto l’uso della cedolare secca. Si deve riconfermare, in caso di proroga, anche all’Agenzia delle Entrate.

Il regime di cedolare secca si può applicare anche dopo la stipula del contratto: le imposte già versate non saranno però rimborsate.

Il canone d’affitto sarà fisso: non subirà l’adeguamento compreso quello dell’Istat.

Come calcolarla

Il calcolo della cedolare secca ha uno schema fisso:

  • L’aliquota è del 10% su contratti di locazione a canone concordato stipulati nei capoluoghi di provincia, nei comuni classificati come ad alta densità (Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia) e in quelli confinanti; su contratti stipulati nei comuni dichiarati in stato d’emergenza perché colpiti da calamità naturali; su contratti per studenti universitari; per affitti transitori;
  • L’aliquota sale al 21% se la casa è affittata a mercato libero

Come si versa?

La cedolare secca si può versare in due modi: 

  • acconto: nel primo anno non si deve versare nulla perché non sussiste un periodo precedente su cui far valere l’imponibile. Successivamente la cedolare secca corrisponde al 100% dell’imposta dovuta per l’anno precedente;
  • saldo: il pagamento deve essere effettuato entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello di riferimento oppure entro il 31 luglio con una maggiorazione dello 0,40%. L’importo del saldo è pari al 21%, ma si riduce al 19% nel caso di canone concordato.

Il versamento della cedolare secca si effettua tramite modello F24 e ci sono due possibili soluzioni:

  • unica soluzione: entro il 30 novembre, se l’importo da pagare è inferiore a 257,20 euro;
  • rate: se l’importo supera i 257,20 euro, il versamento può avvenire in due rate, la prima delle quali pari al 40% dell’acconto dovuto (entro il 30 giugno) e il restante 60% entro il 30 novembre.

Prodotti online

Cedolare secca e locazioni abitative

Cedolare secca sugli affitti

La cedolare secca sugli affitti

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Cos’è la cedolare secca e quando si può applicare

IlPescara è in caricamento