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In Abruzzo i mutui a tasso variabile pesano di più che nel resto dell’Italia

L’Abruzzo (16,1%) è risultata la seconda regione in Italia dove sono stati erogati più mutui a tasso variabile, dietro al Friuli Venezia Giulia (17,5%) e davanti all’Emilia Romagna (15,9%)

L’aumento delle percentuali dei mutui a tasso variabile si fa sentire ovunque ma soprattutto in Abruzzo. Nella nostra regione, stando a una recente analisi congiunta Facile.it – Mutui.it, sono moltissime le persone che hanno stipulato un contratto di mutuo con formula a tasso variabile.

L’Abruzzo (16,1%) è risultata la seconda regione in Italia dove sono stati erogati più mutui a tasso variabile, dietro al Friuli Venezia Giulia (17,5%) e davanti all’Emilia Romagna (15,9%).

Se a livello nazionale, da gennaio 2022 a giugno 2023, circa il 14,5% dei nuovi mutuatari ha optato per un variabile puro, va detto che analizzando l’andamento mensile delle erogazioni risulta evidente come la concessione di questo tipo di finanziamenti sia costantemente calata negli ultimi 6 mesi. A giugno 2023 si contano meno del 10% delle richieste.

«L’erogazione di mutui a tasso variabile è destinata a calare ulteriormente, se si considera che tra la richiesta del mutuo e la stipula passano in media 4-5 mesi», spiega Ivano Cresto, managing director prodotti di finanziamento di Facile.it. «Questo significa che i mutui variabili erogati nella prima parte del 2023 sono stati richiesti nel secondo semestre 2022, quando la Bce aveva appena iniziato ad aumentare i tassi. Oggi la richiesta di variabili è ai minimi, inferiore al 2% del totale e l’effetto sugli erogati sarà molto evidente nei prossimi mesi»

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