C'era una volta il Pescara

Opinioni

C'era una volta il Pescara

A cura di Bruno Barteloni

I mitici anni '80: la magia e le emozioni del pre partita del Delfino

Negli anni '80 il pre-partita era tra i momenti più emozionanti, vissuto con trepidante attesa dai tifosi in fila davanti ai cancelli, tra panini, borghetti e qualche rito scaramantico

Domenica, ore 10,00. La nostra partita inizia cinque ore prima del fischio d'inizio. L'appuntamento è al Circolo Tennis per il caffè. Poi tutti al bar di via Pepe per giocare il solito sistemone al Totocalcio. L'1 fisso al Pescara è l'unica certezza in una giornata di festa animata sin dal mattino da trombette spray suonate a ritmo cadenzato. Le bancarelle appostate in ogni angolo del piazzale antistadio propongono la mercanzia di un unico abbinamento. Ogni articolo è biancazzurro ed oltre alle immancabili sciarpe, bandiere e magliette, vi sono anche i morbidi cuscinetti in gommapiuma, necessari per restare comodamente seduti sugli scomodi e freddi gradoni dell'Adriatico. All'apertura dei botteghini parte l'assalto al biglietto. Tutti in fila scomposta, con il prepotente di turno che ti passa davanti ed il furbetto che rifila i soldi all'amico incaricato ad acquistare un carnet di tagliandi per l'intera comitiva. Niente documento o registrazione al terminale. Basta indicare il settore (preferibilmente la Nord) ed entrare non appena si spalancano i cancelli per occupare il posto più ambito. Solo ai capi ultrà viene lasciata la prima fila dell'anello superiore. Gli unici spazi riservati sono per gli striscioni dei clubs, con quello dei Rangers al centro della balaustra.

Per ammazzare il tempo si va a caccia del giornale a distribuzione gratuita che, una volta letto, sostituisce il famoso cuscino oppure viene strappato in minuscoli pezzettini a mò di coriandoli. Se la partita è di cartello, la copia di 7G7 e Cronache Abruzzesi viene conservata come un cimelio e si fa attenzione a non stropicciarla troppo. Nello zainetto, controllato senza troppa rigidità dagli addetti alla sicurezza, c'è posto per la "stozza" a base di pane e frittata, con qualche mandarino di contorno ed una lattina di birra conservata fresca nel thermos. Gli spalti iniziano ad animarsi quando la squadra entra in campo per il riscaldamento. La voce dello speaker Wando Timoteo (sostituito un decennio dopo da Danilo Iannascoli) scandisce i nomi degli sponsors. "Poker... Asso... ristorante Lu Scaricarelle... Vadim's, la capitale della pelliccia", tanto per citarne alcuni, per poi passare al messaggio più atteso: "Il Presidente ed i dirigenti della Pescara calcio porgono il più cordiale benvenuto ai graditi ospiti ed augurano ai presenti una felice giornata calcistica e sempre..... FORZA PESCARA !!!".

Parte l'apoteosi. Tamburi, fumogeni, torce rubate ai treni merci delle ferrovie e la sciarpata che rende la curva bella come il cielo e come il mare. Prima della gara viene gettato del sale dietro la porta avversaria, con il tifosissimo Ivo Melatti che si prepara al giro di campo ed Eziolino, pronto a lanciare i cori con il suo megafono. C'è sempre poi qualcuno munito di radiolina obbligato ad aggiornare i presenti sui risultati altrui, con il "gazzosaro" che si fa largo tra la folla per vendere bevande e caffè sport. Intanto, fuori dai cancelli, c'è chi prova a scavalcare sviando i controlli degli uomini di Recinella mentre qualche bagarino prova a rivendere a prezzo maggiorato il biglietto d'ingresso a qualche ritardatario. Raggiunti gli spalti, comincia l'avventura.

I mitici anni '80: la magia e le emozioni del pre partita del Delfino

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