Pericolo zecche: come riconoscerle e difendersi

Esistono circa 900 specie di zecche, piccoli parassiti tutt’altro che innocui per uomini e animali

Riconoscere le zecche è fondamentale per riuscire a individuarle, eliminarle e non riportare danni. Questi piccoli parassiti, circa 900 specie, possono essere davvero pericolosi sia per gli animali sia per gli uomini. Fanno parte della stessa famiglia di ragni, acari e scorpioni e sono dotate del rostro, un apparato boccale che, a contatto con la pelle, permette di succhiare il sangue “dell’inquilino”.

Dove si trovano le zecche?

Le zecche possono trovarsi ovunque ma è opportuno sapere che non saltano e non volano. Riescono a entrare in contatto diretto e stretto con un individuo semplicemente scivolandogli addosso e “conficcando” il rostro.

In genere colpiscono gli animali, soprattutto i cani, ma anche i piccioni e a Pescara ce ne sono molti, quindi il pericolo zecche esiste davvero.

Zecche: cosa sapere?

Una zecca ha un ciclo di vita distinto in 4 fasi: uovo, larva, ninfa e adulto. Questo può compiersi “a bordo” di uno o più ospiti. Dopo la schiusa delle uova, il passaggio da uno stadio a quello successivo richiede un pasto di sangue. Le femmine adulte, inoltre, necessitano del pasto di sangue per la maturazione delle uova.

Le zecche non scelgono di chi o cosa nutrirsi, lo fanno e basta.

Il pasto di sangue è costante e si compie nell’arco di ore per le zecche molli, mentre le dure impiegano giorni o addirittura settimane.

Il morso non è doloroso, infatti in molti non lo avvertono nemmeno. Inoltre, quando “si attaccano” è difficile accorgersene perché emettono una sostanza con principi anestetici. Succhiano il sangue nell’arco di qualche giorno e poi si lasciano spontaneamente cadere. 

Di solito agiscono quando fa caldo e c’è umidità, quindi principalmente in estate. Per questo stesso motivo favoriscono alcuni habitat chiusi e caldi, come stalle, pascoli e soprattutto cucce di animali.

D’inverno tendono a nascondersi negli anfratti dei muri, tra le pietre e sotto la vegetazione e, in genere, non sono operative.

Le malattie trasmesse dalle zecche

Tra le malattie che le zecche possono trasmettere a uomo e animale se riescono a fare il proprio pasto di sangue ci sono: borreliosi di Lyme, l’ehrlichiosi, le febbri bottonose da rickettsiae, la tularemia, la febbre Q, la babesiosi e l’encefalite virale.

Solo sul piano clinico si possono diagnosticare queste malattie, o almeno la maggior parte. Per risolvere, bisogna seguire una terapia antibiotica consigliata opportunamente da un medico.

Come difendersi dalle zecche? 

Per evitare di diventare il pasto di sangue di una zecca è consigliato:

  • indossare abiti chiari, rendono più facile l’individuazione delle zecche. Inoltre, per l’abbigliamento è meglio scegliere pantaloni lunghi, cappello e scarpe chiuse;
  • evitare di toccare l’erba, in particolar modo in estate
  • effettuare un esame tattile e visivo, dopo aver fatto un’escursione 
  • trattare gli animali domestici con sostanze acaro repellenti prima di un’uscita, i cani soprattutto
  • spazzolare gli indumenti prima di portarli all’interno delle abitazioni.

È possibile acquistare in commercio repellenti per insetti (DEET, N-dietiltoluamide, icaridina, permetrina) e prodotti piretroidi da spruzzare sugli abiti.

Come togliersi una zecca ed eliminarla?

Se sul vostro corpo individuate una zecca, dovete rimuoverla con una pinzetta con punte sottili. In commercio esistono anche degli specifici estrattori per una facile rimozione. Ricordate, però, di non usare mai alcol, benzina, acetone, trielina, ammoniaca, olio o grassi, né oggetti arroventati, fiammiferi o sigarette per evitare che la sofferenza indotta possa provocare il rigurgito di materiale infetto.

Una volta tolta la zecca, non schiacciate il corpo, piuttosto bruciatelo, e non toccate mai la zecca a mani nude.

Se il rostro rimane dentro la pelle, e di solito è così, estraetelo con un ago sterile.

Non usate tintura di iodio ma solo disinfettanti non colorati.

Infine, effettuate una profilassi antitetanica e segnatevi la data in cui tutto questo è avvenuto, per tenere traccia di eventuali segni e sintomi di infezione.

Non dimenticate di consultare il medico, anche se siete riusciti a togliere ed eliminare zecca e rostro.

Per altre informazioni e consigli, vi suggeriamo di consultare il sito ufficiale dell'Istituto Superiore della Sanità.

Puntura di medusa: cosa fare?

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