Salute

Ansia da Covid (e non solo): la metà degli abruzzesi richiede sostegno psicologico

Lo psicologo è ancora un tabù

Chi aveva già problemi legati all’ansia e allo stress, oggi, dopo oltre un anno di pandemia, necessita ancor di più di un sostegno psicologico. Lo rivela la ricerca condotta dell’Osservatorio Reale Mutua sul welfare, che evidenzia che l’ansia è la prima ragione che porterebbe gli abitanti dell’Abruzzo dallo psicologo (44%), condizione in questo momento prioritaria rispetto a tutto il resto: basta guardare i problemi di coppia, confinati al 4%. Tra le altre esigenze, gli aspetti caratteriali e della personalità (10%), le dinamiche legate all’attività lavorativa (10%) e le situazioni di difficoltà per la salute dei propri cari (8%).

La paura dello psicologo

Molte sono però le persone che non riescono a riconoscere di aver bisogno di un aiuto psicologico. Questo avviene perché per gli abruzzesi la figura del terapeuta genera imbarazzo, ma molti non si rivolgono a questa figura perché poco sensibili al tema e perché sottovalutano l’importanza della sfera mentale nella propria vita.

Con l’aumentare dei bisogni, però, cresce anche la sensibilità a questi temi. Ben uno su tre (30%) vorrebbe che fosse il datore di lavoro a mettere a disposizione lo psicologo come forma di welfare aziendale. Se è necessario un cambio culturale (26%) che aumenti ancora di più l’attenzione verso gli aspetti della vita mentale, molti vorrebbero anche una maggiore presenza di psicologi e psicoterapeuti in ospedali, cliniche e ambulatori (28%). 

E c’è chi pensa che persino la tecnologia possa aiutare a superare certe barriere e incentivare il ricorso a questi professionisti grazie ai servizi di videoconsulto (22%), che si possono fare comodamente da remoto.

 Ma in un caso o nell’altro, anche il portafoglio vuole la sua parte: se la relazione che si instaura col professionista è il fattore più importante (40%), per quasi un abruzzese su due è fondamentale poter contenere i costi della prestazione (46%). Segue la possibilità di ridurre i tempi di attesa (10%).

 “La crescente attenzione al benessere mentale è un aspetto molto importante per la vita privata, sociale e lavorativa di ciascuno, e un trend probabilmente destinato ad aumentare ancora nel prossimo futuro” - commenta Michele Quaglia, Direttore Commerciale e Brand di Gruppo. “A questa domanda è importante rispondere in modo adeguato. Per questo, nelle nostre soluzioni di welfare la possibilità di rivolgersi a uno psicologo per meglio gestire le più diverse situazioni è una componente assolutamente centrale. E in questo senso, di recente abbiamo lanciato una gamma di servizi salute flessibili e d’avanguardia che fa perno sul digitale e la tecnologia e dove il consulto psicologico completa una suite di soluzioni per molteplici casistiche legate alla propria salute e benessere, dalla consulenza medica telefonica di base ai videoconsulti specialistici a tanti altri servizi.”

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