Wwf Abruzzo all'attacco della giunta regionale per la questione caccia: "Ritardi e pericoli per la fauna"

L'associazione ambientalista torna nuovamente sulla questione del calendario venatorio previsto dal mese di ottobre con alcune deroghe per settembre

A pochi giorni dall'apertura della caccia, la Regione Abruzzo ancora una volta non ha varato ufficialmente il calendario. La protesta arriva dal Wwf che parla di un tentativo da parte della giunta Marsilio di impedire i ricorsi al tar da parte dell'associazione ambientalista, in particolare sulla questione delle aperture anticipate a settembre. Secondo il Wwf, il calendario mettere a rischio la fauna chiedendo un'apertura unica per tutte le specie per il primo ottobre.

Nel calendario proposto sono previste invece aperture a settembre per diverse specie; in particolare preoccupa quella alla Tortora selvatica, specie indicata nelle valutazioni europee come in precario stato di conservazione (SPEC 1 in BirdLife International, 2017). Tra le altre istanze formulate dal WWF, c’è la richiesta di una maggiore tutela per l’Orso bruno marsicano, con la definitiva esclusione della caccia in minibraccata e una valutazione dell’incidenza dell’effetto di accumulo dovuto alle diverse forme di caccia: si aggiunge, infatti, nelle aree di presenza della specie, oltre a quella ordinaria anche quella di selezione

L'associazione poi, con il delegato regionale Filomena Ricci, ricorda che la legge regionale abruzzese impone di approvarlo e presentarlo entro il 15 giugno ed il ritardo sarebbe imputabile alla giunta per tentare di impedire i ricorsi al tribunale amministrativo e bloccare l'avvio della caccia:

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Ricordiamo che la Giunta Marsilio-Imprudente, che ha seguito e forse aggravato la politica eccessivamente filo-venatoria dei governi regionali che l’hanno preceduta, è già stata bocciata in passato ben quattro volte dai giudici amministrativi a causa di atti privi di legittimità e di contenuto tecnico-scientifico

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