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Violenza sulle donne, i dati del Centro Ananke: "Richieste di aiuto raddoppiate"

Questo il dato più inquietante riportato da Doriana Gagliardone, presidente del centro antiviolenza Ananke, nel presentare, con il sindaco Carlo Masci e l'assessore Adelchi Sulpizio, le iniziative che saranno portate avanti per il contrasto alla violenza sulle donne

Le richieste di aiuto da parte di donne vittime di violenza sono raddoppiate.
Questo il dato più inquietante riportato da Doriana Gagliardone, presidente del centro antiviolenza Ananke, nel presentare, con il sindaco Carlo Masci e l'assessore Adelchi Sulpizio, le iniziative che saranno portate avanti per il contrasto alla violenza sulle donne, come riferisce l'agenzia Dire.

Il primo passo è lo slogan "Per alcune donne la violenza è pane quotidiano" trasformato in un'etichetta applicata ai prodotti del panificio Giglio che sostiene il centro Ananke da 15 anni.

«Tra marzo e aprile c'è stata un'impennata: 54 donne hanno chiesto aiuto», dice la Gagliardone sottolineando come nel 2020 le richieste di aiuto siano raddoppiate praticamente su tutti i fronti, nello stesso periodo sono state 250 le donne che hanno contattato il centro, l'anno prima eravamo sulle 120. Il lockdown è servito molto per prendere coscienza. Molte donne che temporeggiavano con la convivenza formata hanno trovato la spinta per dire no e chiamare il centro antiviolenza. Nello stesso periodo abbiamo avuto una richiesta di allontanamento molto superiore rispetto all'anno scorso. Parlo delle situazione id emergenza, quelle per cui l'allontanamento va fatto in 24-48 ore: sono state 5 o 6 le richieste. In genere ne abbiamo due al mese. Abbiamo raddoppiato le richieste di aiuto anche al termine della fase 1 dell'emergenza». Per ospitare le donne a fine maggio, sottolinea ancora Gagliardone, «abbiamo aperto una casa temporanea dove accogliere quelle in emergenza e far fare loro la quarantena Covid. Da allora abbiamo già accolto 6 donne e 5 minori».

Questi, nel dettaglio, i numeri forniti da Ananke: dal 1 novembre 2019 al 31 ottobre 2020 le chiamate sono state 1.500. Le donne che hanno chiamato per la prima volta sono state 258, il 18%. Sono state 325 (il 22%) quelle giunte al Centro tramite la rete antiviolenza territoriale, compresi psicologi e avvocati. Sono 124 le donne che hanno avviato il percorso di uscita dalla violenza, 40 quelle che lo stanno ancora percorrendo. In pieno lockdown le richieste telefonica per violenza e stalking sono cresciute del 27% a fronte del 20% dello stesso periodo del 2019, con il 9% in emergenza. Raddoppiate le richieste di aiuto anche nel periodo marzo-giugno cresciute del 22% rispetto al 14% del 2019. Stabile invece, il dato di uscita dalla violenza, con il raddoppio registrato anche nell'accesso al centro attraverso il numero verde 1522 passato dal 5% del 2019 al 10% del 2020.

La gran parte delle richieste sono arrivate dalla provincia di Pescara (77), ma anche da Chieti (8%), Teramo (6%) e L'Aquila (2%), con il 4% delle richieste arrivate da fuori regione. Come città è da Montesilvano che si sono avute la maggior parte delle richieste di aiuto (27%). L'80% delle donne che ha fatto riferimento al centro è di nazionalità italiana e ha tra i 40 e i 49 anni: nel 69% dei casi hanno figli che nel 53% dei casi hanno assistito alla violenza e 39% dei casi l'hanno subita. Il 43% delle donne accolte dal Centro Ananke hanno un lavoro, il 42% nessuna indipendenza economica. Nel 98% hanno contattato il Centro per chiedere informazioni, nel 58% per avere consulenza legale. Stabili le richieste di supporto psicologico (34%), di autonomia abitativa (8%) e di accompagnamento alla ricerca di lavoro (11%). Rilevanti le richieste di allontanamento salite al 15%: da maggio a ottobre sono state accolte 6 donne e 5 minori. Per quanto riguarda il tipo di violenza nel 78% si tratta di violenza fisica, nel 53% economica, nel 21% di stalking, nel 12% di violenza sessuale e ben nel 104% dei casi di violenza psicologica. Nel 45% dei casi sono perpretate dal partner, nel 35% dei casi dall'ex, nel 13% da un familiare, nel 6% da un conoscente e solo nell'1% dei casi da sconosciuti. Scattata anche la fotografia della persona che la violenza la perpetra: nell'88% dei casi e' italiano e ha tra i 40 e i 49 anni con nel 57% un'occupazione stabile.

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