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Martedì, 21 Maggio 2024
Attualità Portanuova / Viale Guglielmo Marconi

Possibili modifiche alla viabilità di viale Marconi, l'avvocato Careni: "Dimostrerebbero che il ricorso ha basi concrete"

Il legale che si sta occupando del ricorso presentato più di due anni fa dal Comitato salviamo viale Marconi e su cui il consiglio di Stato dovrebbe pronunciarsi entro fine febbraio, ripercorre le ragioni che hanno spinto a rivolgersi ai giudici anche alla luce delle dichiarazioni emerse dalla stampa secondo cui si starebbe pensando di rivedere alcune scelte fatte

Qualunque sarà la decisione del consiglio di Stato che potrebbe arrivare entro fine febbraio, le dichiarazioni a mezzo stampa che si inseguono da giorni “fanno pensare che il ricorso abbia basi concrete oggettive dal punto di vista tecnico-giuridico”. Un ricorso nei confronti del quale un certo ottimismo c'è, sebbene nella consapevolezza che una sentenza non sia in alcun modo prevedibile.

A dirlo a IlPescara è l'avvocato Augusto Careni che con il collega Matteo Di Tonno porta avanti ormai da oltre due anni le ragioni di esercenti e residenti che si sono costituiti nel Comitato in difesa dell'arteria stradale più discussa della città dopo la trasformazione a quattro corsie. Un commento che gli abbiamo chiesto alla luce non solo dell'ormai prossima decisione dei giudici, ma anche delle modifiche che potrebbero essere fatte all'arteria stradale a cominciare dal ripristino dei parcheggi, cosa questa inserita tra le priorità di fine mandato da Forza Italia nel corso dell'ultima assemblea. Modifiche di cui al momento specifica, “non ci sono comunque comunicazioni ufficiali” e che in qualche modo “ci aspettavamo visto che siamo quasi in campagna elettorale”, aggiunge auspicando in sostanza che sia più di questo e dunque la volontà di portare avanti interventi concreti.

“Le problematiche che man mano stanno emergendo sulla stampa – spiega quindi l'avvocato Careni – sono le stesse che abbiamo sollevato nel ricorso come ad esempio i problemi legati alle utenze deboli dai pedoni ai diversamente abili, ma che interessano anche le mamme in carrozzina: tutti hanno difficoltà a salire sulle banchine per accedere al servizio pubblico”. Altro esempio quello dei parcheggi “che hanno creato problemi a cittadini ed esercenti e soprattutto a quelle attività 'veloci' come tabaccai, giornalai e lavanderia dove ci si ferma se il posteggio è vicino”. Parcheggi per i quali, almeno inizialmente lungo tutta la strada, era previsto il disco orario, altro elemento contestato in quanto “rende praticamente impossibile lasciare l'auto a chi lavora e vive in zona senza portare alcun beneficio ai negozi così come sarebbe stato nelle intenzioni dell'amministrazione”.

A queste problematiche, aggiunge, ne sono state relazionate anche altre nella memoria consegnata il 31 gennaio quando davanti al consiglio di Stato si è svolta l'udienza di merito, e cioè quelle relative alle presunte irregolarità tecniche che interesserebbero viale Marconi. Parliamo in questo caso “delle dimensioni a norma delle corsie, dei marciapiedi ristretti in maniera eccessiva, delle banchine del trasporto pubbliche anche queste troppo strette e non in piano con quella pendenza che non consente a chi è in carrozzina di salire sui mezzi pubblici”, spiega citandone alcune. Non ultimo quello del mancato collaudo, prosegue il legale, e le problematiche delle rotatorie mai aperte e dove i semafori non sono stati installati con i mezzi pesanti costretti a manovre vietate. Una situazione che, come rilevato dai sindacati con la prefettura che una relazione l'ha chiesta al Comune,  crea ulteriori problemi in termini di sicurezza. Problema cui si aggiunge, sottolinea ancora il legale, l'aumento del traffico e degli incidenti avvenuti in prossimità delle rotatorie che si sarebbero rilevati e che sono stati segnalati nei documenti depositati.

Il ricorso, come è noto, contesta l'illegittimità della delibera di giunta comunale del 17 settembre 2021 (la 641) con cui è stata approvato il progetto di variante del tracciato di trasporto pubblico urbano su viale Marconi. Per chi difende le ragioni del Comitato a dar loro forza ci sarebbe anche uno studio di microsimulazione commissionato dal Comune dal quale, spiega ancora Careni, “emergerebbe una radicale illegittimità dell'azione amministrativa e in particolar modo una errata valutazione delle ragioni addotte a sostegno dei lavori”. Questo perché “gli interventi realizzati sarebbero stati approvati ed eseguiti sulla base di una microsimulaizone del traffico riguardante tutt'altro progetto. Sarebbe del tutto assente inoltre uno studio di valutazione finale e di sintesi, da parte della stessa amministrazione”, spiega ancora.

Esercenti e residenti hanno sempre lamentato il fatto che da parte dell'amministrazione non ci sia mai stato un reale confronto e all'avvocato chiediamo se, alla luce delle ipotesi di modifiche al progetto che oggi arrivano, si possa confermare questa circostanza. “C'è stato un primo confronto ancor prima che si partisse con il ricorso fatto a gennaio 2022. Parlo di settembre-ottobre 2021. La sensazione è stata che si volesse si ascoltare chi protestava perché comunque è un qualcosa che bisogna fare, ma concretamente non mi pare ci sia stata alcuna disponibilità non dico a stravolgere il progetto, ma almeno a confrontarsi su alcuni aspetti”.

Si è così arrivati al 31 gennaio 2023 quando davanti al consiglio di Stato c'è stata l'udienza di merito che non è stata dibattimentale, ma che ha visto la consegna delle memorie chieste dal consiglio di Stato. “Essendo passati due anni dal ricorso si voleva sapere se c'erano state modifiche nei due anni trascorsi e se c'era ancora interesse a proseguire nel ricorso. Interesse che ovviamente c'è”, chiosa. In quelle memorie dunque sono entrate anche tutte quelle problematiche emerse nel tempo a cominciare proprio dal mancato collaudo, i tanti interventi di manutenzione fatti e le rotatorie mai aperte.

Cosa decideranno i giudici lo si potrebbe dunque sapere tra due settimane, ma al di là della sentenza “credo che quando un amministrazione si rende conto come sembra che ci sono problemi oggettivi che all'inizio hanno forse considerato come rimostranze di tipo troppo personale, il ricorso – conclude l'avvocato - abbia dimostrato la sua validità tenico-giuridica”.

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