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Dalle dimissioni del collaudatore alle quattro corsie: su viale Marconi il consiglio di Stato vuole vederci chiaro

Ci si aspettava una decisione e invece i giudici hanno chiesto al ministero delle Infrastrutture e dei trasporti chiarimenti su molteplici aspetti, a cominciare dalla cosiddetta "variante Trisi" che ha portato al ricorso fatto dal comitato Salviamo viale Marconi. Soddisfatto quest'ultimo e con esso ance l'avvocato Careni: "Riconosciuta la validità delle ragioni addotte". Il 16 ottobre la decisione

Il consiglio di Stato sospende il giudizio su viale Marconi perché su tutto ciò che ha interessato la strada più discussa della città vuole vederci chiaro. Dalla previsione o meno della quarta corsia nel progetto originario e dunque la veridicità di quanto riportato nelle relazioni dall'allora dirigente e rup (responsabile del procedimento unico) Fabrizio Trisi, alla qualificazione che la inquadra come strada desinata al filobus, e fino alle dimissioni del collaudatore e le questioni di sicurezza, chiarimenti i giudici ora li chiedono al ministero delle Infrastrutture e dell'interno.

Nel dispositivo emesso il consiglio chiede dunque integrazioni alla documentazione già consegnata dando un tempo massimo di 120 giorni allo stesso per farle arrivare così da prevenire anche, si legge, l'eventuale danno erariale e dunque la necessità di liquidare gli indennizzi ai ricorrenti per la ritardata definizione del ricorso. La decisione arriverà quindi il 16 ottobre, data fissata dallo stesso consiglio di Stato.

Quella “variante Trisi” e tutto ciò che ne è conseguito va chiarito e sebbene si sperasse già in una decisione, sia per il comitato Salviamo viale Marconi che per l'avvocato Augusto Careni che segue i loro interessi, la soddisfazione c'è perché l'atteggiamento dei giudici, dicono, “dimostra la validità delle basi su cui poggia il ricorso” con la portavoce del comitato di cittadini ed esercenti che sin dal primo giorno hanno criticato il progetto Fabiana Tenerelli, che a nome dello stesso rimarca “l'orgoglio” dello stesso “nell'aver intrapreso le vie legali”.

La cosiddetta “variante Trisi” è proprio l'oggetto principale dello scontro e cioè quella delibera di giunta 641 del 17 settembre 2021 con cui si è decisa la variante al progetto di realizzazione di un tracciato di trasporto pubblico su viale Marconi destinato, si è sempre detto, anche al passaggio del filobus. Una richiesta di annullamento cui poi si è aggiunta anche quella relativa all'ordinanza dirigenziale 24 del 17 gennaio 2022 con ad oggetto la “istituzione delle corsie preferenziali per bus-tpl-su viale Marconi, direzione nord sud nel tratto compreso tra piazza unione e via Pepe”.

Gli aspetti su cui il consiglio di Stato chiede ulteriore documentazione al ministero

Il ministero chiamato in causa aveva sì presentato la sua memoria, ma per i giudici, si legge nell'atto pubblicato, servono “ulteriori incombenti istruttori” dato che il collegio “aveva evidenziato la necessità che il ministero procedesse ad autonoma analisi dei motivi di ricorso e delle ragioni espresse negli atti difensivi depositati, controdeducendo analiticamente ed esprimendo il proprio motivato avviso”. La nota del 29 maggio 2023 dunque non è apparsa ai giudici “esaustiva rispetto all’ordine istruttorio impartito”.

Di qui dunque la richiesta, previa una consultazione con il Comune di Pescara per dare risposte a quei chiarimenti che chiede, di integrare la documentazione entro 120giorni. Chiarimenti che il consiglio di Stato chiede su sei punti in particolare e cioè in merito alla “previsione o meno della quarta corsia già nel progetto originario, nonché di una fase 2, che avrebbe comportato l’adozione di variante e, dunque, veridicità di quanto in proposito affermato nelle relazioni del direttore dei lavori e del responsabile del procedimento” che all'epoca era appunto il dirigente del settore Lavori Pubblici poi travolto dall'inchiesta Tana delle Tigri; alla “qualificazione dell’opera oggetto di contenzioso in termini di Brt (Bus rapid transit) e competenza in proposito del Comune, distinzione con altre opere filoviarie di competenza della Regione, con esame specifico delle argomentazioni, anche giuridiche, dei ricorrenti che attribuirebbero la competenza in materia di Brt, e quindi, anche per la specifica opera oggetto di contenzioso, alla Regione” e dunque chiarimenti in merito al fatto che su quella strada dovrebbe passare il filobus come ragione della variante alla “assoggettabilità dell’opera in questione alla verifica di assoggettabilità a via (Valutazione di incidentza ambientale) di cui all’articolo 6 del decreto legislativo 152 del 2016 con confutazione delle argomentazioni dei ricorrenti, e connotabilità dell’intervento in termini di manutenzione straordinaria; alla “compatibilità dell’opera così come prevista, con il Pums (Piano urbano di mobilità sostenibile) e con il regolamento viario comunale; al “rispetto della normativa in materia di sicurezza, realizzazione delle rotatorie con varco aperto per il passaggio, con chiara indicazione ed esplicitazione delle ragioni della eventuale osservanza o inapplicabilità nella vicenda in esame della normativa citata dai ricorrenti e che si assumerebbe violata, e alle piazzole e cioè alla “compatibilità paesaggistica e urbanistica, nonché necessità di autorizzazioni o varianti urbanistiche per la realizzazione delle opere ivi previste.

Al ministero si chiede quindi anche di confutare le censure proposte nell'atto di motivi aggiunti e di fornire “informazioni in ordine alle dedotte dimissioni del collaudatore e alle relative ragioni, alla nomina di nuovo collaudatore, all’intervenuta effettuazione del collaudo e alle sue risultanze, a una eventuale intervenuta modifica del tracciato, comunicandone gli esiti nella suddetta relazione e allegando in proposito ogni utile documentazione”.

Quattro mesi di tempo con la decisione che a questo punto arriverà, anche al fine di evitare il danno erariale per la tardiva definizione del procedimento come detto, il 16 ottobre.

La soddisfazione dell'avvocato Careni e il comitato Salviamo viale Marconi

“Se non avesse ritenuto valide le basi del ricorso probabilmente i giudici si sarebbero già sposti determinando magari l'inammissibilità del ricorso e rigettandolo. La decisione che vogliano approfondire è certamente una notizia che apprendiamo con soddisfazione”, rimarca quindi l'avvocato Careni. Se da avvocato si dice dunque contento di quanto emerso senza sbilanciarsi troppo su quella che potrà essere la decisione finale, diverso è il discorso per Tenerelli che con esercenti e residenti quel ricorso lo ha promosso e difeso in questi due anni fatti di scontri con l'amministrazione. Così almeno fino a una settimana fa quando un incontro in Comune finalmente c'è stato con delle modifiche che arriveranno, ma una “retromarcia tardiva” per chi ha protestato sin dal primo giorno che all'amministrazione intanto ha chiesto il rimborso delle tasse versate.

Mentre a Palazzo di Città si continua a discutere delle modifiche anche con Tua e sindacati visto che i problemi su viale Marconi li avevano sollevati anche gli autisti con il tragitto del trasporto pubblico che ora, con il probabile ritorno a tre corsie e i parcheggi, dovrà essere rivisto, Tenerelli parla di un comitato “orgoglioso di aver intrapreso le vie legali visto che il consiglio di Stato ha sospeso il suo giudizio e preso in seria considerazione i motivi delle contestazioni che abbiamo sollevato. “Siamo fiduciosi e convinti – conclude – che la ragione è dalla nostra parte”.

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