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Lunedì, 20 Maggio 2024
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La Fiab Pescarabici compie vent'anni, il presidente Mancini: "Fatto molto, l'obiettivo è avere una città ciclabile"

Nella Ciclostazione di Porta Nuova i festeggiamenti e l'occasione per tracciare un bilancio decisamente positivo per le battaglie vinte e importanti cambiamenti avvenuti anche grazie alle relazioni instaurate con le amministrazioni. Ma perché Pescara diventi davvero sostenibile, sottolinea il presidente, c'è bisogno di un salto culturale che non è ancora arrivato

Vent'anni di lavoro costante per rendere la città sostenibile con tanti risultati ottenuti, ma ancor di più da centrare. Il bilancio della Fiab Pescarabici, la sezione locale della Federazione italiana ambiente e bicicletta, è un bilancio positivo e a tracciarlo in occasione dell'importante compleanno festeggiato lunedì 8 aprile nei locali della Ciclostazione di Porta Nuova, è il presidente Francesco Mancini. Una città cambiata sì, ma che può cambiare ancora e di più per essere davvero sostenibile, spiega.

“La nostra evoluzione ha seguito anche quella della città. Abbiamo cercato di anticipare quelle che potevano essere le misure che le amministrazioni locali hanno assunto e in questo senso credo che abbiamo fatto per portare il cambiamento. In parte quello che volevamo fosse modificato è stato recepito e questo ci fa guardare al bicchiere mezzo pieno”, spiega Mancini.

La strada però è ancora lunga perché, aggiunge, “indubbiamente manca ancora quel salto culturale che possa trasformare Pescara in una città sostenibile e attrattiva sotto il profilo turistico”. Negli ultimi anni si è fatto molto, rimarca, soprattutto grazie “ai fondi europei che arrivano. Mi piacerebbe – continua il presidente Fiab – che ci fossero fondi stanziati direttamente dal Comune per facilitare la mobilità sostenibile”.

Fiab Pescarabici 20 anni_1

Qualcosa nell'approccio culturale però è cambiato, tiene a precisare ricordando che fino a qualche anno fa per averla una pista ciclabile si doveva combattere e in questo senso una delle “guerre” più aspre si è combattuta per via Muzii. “Adesso questo è un concetto superato: oggi si parla di città ciclabile e cioè di una città a misura d'uomo e delle utenze deboli e che deve puntare soprattutto all'utilizzo dell'automobile solo per necessità. Se abbiamo oltre il 70 per cento delle persone che la usano per tragitti sotto i 5 chilometri vuol dire che è un'abitudine no una necessità”.

Tre quindi per Mancini le misure da attuare contemporaneamente per spingere verso quel salto culturale di cui parla e cioè la riduzione della velocità nelle aree urbane, il prevedere che tutti i parcheggi siano a pagamento e il potenziamento del trasporto pubblico locale. Se sulla prima qualche passo avanti a Pescara è stato fatto con l'istituzione di diversi tratti stradali “zona 30” la preoccupazione su questo fronte arriva dal disegno di legge del nuovo codice della strada del ministro Matteo Salvini che andrebbe proprio in direzione opposta “rendendo estremamente problematico l'uso dell'autovelox nei comuni e eliminando le autonomie delle amministrazioni nel loro uso. Ha anche intimato a Bologna l'eliminazione della zona 30, ma da quando è stata attivata tre mesi fa c'è stata un riduzione di incidenti e feriti del 20 per cento e questo ne dimostra l'efficacia. Le misure per la riduzione della velocità sono realtà già da tempo nel resto d'Europa”.

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Quindi i parcheggi. Troppi a Pescara quelli gratuiti. Un modo per disincentivare l'uso del mezzo sarebbe per il presidente Fiab proprio quello di prevederli a pagamento. Incomprensibile quindi per lui la battaglia portata avanti da residenti ed esercenti per riavere i parcheggi che comunque “volevano gratuiti. Ma i parcheggi sono attrattori di traffico, facendoli pagare si otterrebbe un disincentivo nell'uso del mezzo”.

Nei vent'anni di attività sono state le iniziative promosse dalla Fiab Pescarabici e con l'arrivo della bella stagione ripartiranno le escursioni anche in città per imparare a guardarla con occhi diversi. “È anche un modo – dice ancora Mancini – per spingere le persone a utilizzare la bici non esclusivamente per fare passeggiate, ma come vero e proprio mezzo di trasporto anche per andare a lavoro”. Una possibilità che è certo si accrescerebbe se ci fosse “una maggiore attenzione da parte del'amministrazione sul trasporto pubblico locale”.

Se c'è qualcosa che auspica i pescaresi possano scoprire è anche il valore dell'associazionismo. Prima del covid, ci spiega Mancini, la Fiab contava circa 200 soci. Dopo il covid ne erano rimasti 50. I numeri ora sono di nuovo in crescita e continuano ad aumentare tanto che a breve si dovrebbe tornare alla situazione pre-pandemia, ma se c'è una pecca è che molti vivono anche l'uso della bicicletta come un qualcosa di privato. L'invito è dunque alla partecipazione. “Penso che a tutti farebbe piacere vivere in una città dove si po' circolare in sicurezza, dove ci sono meno inquinamento e meno smog. Sarebbe un beneficio per tutti, ma questo non si ottiene solo pensandolo: bisogna lavorarci e per farlo – conclude – più si è meglio è perché insieme si possono fare più cose”.

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