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Sono dovuti a una variante del Covid-19 il 50% dei contagi tra Pescara e Chieti, la conferma di uno studio

A dirlo sono i risultati preliminari dello studio voluto dall'Istituto Superiore di Sanità

La metà dei casi di positività al Covid-19 (Coronavirus) accertati nelle province di Pescara e Chieti nei giorni di giovedì e venerdì scorso sono derivanti da una variante, quasi sicuramente quella inglese, del virus. 
La variante inglese è più aggressiva e contagiosa e questo spiegherebbe l'innalzamento improvviso di contagi nelle ultime settimane nell'area metropolitana.

Il dato relativo al 50 per cento dei contagi derivanti dalla variante inglese era già stato anticipato dall'assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì, a Teramo.

Liborio Stuppia, direttore del laboratorio di Genetica molecolare-Test Covid-19 dell'università di Chieti (struttura individuata dalla Regione Abruzzo per il sequenziamento insieme all'istituto Zooprofillatico di Teramo), ha illustrato all'Ansa Abruzzo i risultati preliminari dello studio voluto dall'Istituto Superiore di Sanità.

L'indagine voluta dall'Iss prevedeva l'invio, da parte di tutti i laboratori italiani che si occupano di diagnosi, alle strutture che eseguono il sequenziamento, dei tamponi risultati positivi tra giovedì e venerdì. Lo studio si compone di tre fasi:

  • la prima per individuare la sospetta presenza di una variante;
  • la seconda per individuare il tipo di variante e se sia già noto;
  • la terza per valutare se vi siano tracce di varianti al momento non note.

Per ciò che riguarda la variante inglese la diffusione sul territorio, infatti, era già stata accertata, tanto che lo stesso Stuppia, nei giorni precedenti allo studio, aveva parlato di un'incidenza del 40 per cento sul totale dei casi emersi a Pescara. La conferma sulla tipologia di variante arriverà comunque dalla seconda fase dell'indagine. Secondo Stuppia, la diffusione delle varianti e queste percentuali spiegano «la crescita repentina dei casi registrati nelle ultime settimane nelle province di Pescara Chieti».
Nell'area metropolitana, infatti, il virus sta circolando in modo rapidissimo e con numeri preoccupanti. 

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