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I vaccini prioritari a magistrati e personale giudiziario, dura protesta dei sindacati: "Decisione sbagliata"

I segretari regionali di Spi Cgil, Fnp Cisl Uilp Uil attaccano la giunta regionale Marsilio per la scelta di dare priorità anche al personale delle Procure e dei tribunali nella campagna vaccinale anti Covid-19

I sindacati protestano contro la decisione della giunta regionale abruzzese di ampliare, nell'ambito della campagna vaccinale anti Covid-19, le priorità a categorie non ricomprese nei criteri dal Governo nazionale.
I segretari generali regionali Antonio Iovito (Spi Cgil), Mario Gatti (Fnp Cisl) e Germana Temporin nell'apprendere della decisione di estendere la vaccinazione in via prioritaria anche a categorie professionali, non considerate dal ministero della Sanità appartenenti alla prima fascia di rischio e nel richiamare i criteri di priorità delle “vaccinazioni anti-covid”, riconfermati dall'assessore alla Salute, Nicoletta Verì ai sindacati, nell'incontro che si è svolto il 5 marzo, e disattese con l'apertura a categorie non prioritarie, esprimono la più ferma protesta, per il mancato rispetto dei criteri di priorità nelle vaccinazioni.

«La decisione assunta dalla dalla giunta regionale», si legge in una nota, «oltre ad essere in palese contraddizione con gli indirizzi del Governo e delle stesse dichiarazioni e rassicurazioni della giunta regionale, non è condivisibile perché introduce elementi di valutazione arbitrari che amplia la fascia delle priorità, aprendo una contrapposizione tra categorie e perdendo di vista i criteri di fragilità, dell'età e dell'esposizione al rischio reale. Si apre quindi anche in Abruzzo, nonostante il chiaro indirizzo ribadito recentemente dal presidente del Consiglio Draghi, un sistema di “aggancio” alle figure socialmente più forti e non socialmente più esposte al rischio. Si tratta di una decisione sbagliata, perché mette in una inutile contrapposizione i diritti degli anziani e delle persone fragili con i diritti delle diverse categorie di lavoratori e di tutti i cittadini che devono essere vaccinati. I segretari, anche alla luce delle recenti proteste dei sindaci delle zone interne per l'impossibilità a rassicurare i propri cittadini anziani dei rispettivi Comuni, auspicano un doveroso ed urgente chiarimento verso tutti cittadini abruzzesi e ridare credibilità al Piano Vaccinale presentato. Allo stesso tempo si augurano una maggiore corretta coerenza nel sistema delle relazioni tra giunta regionale e organizzazioni sindacali».

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