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Vaccino anti covid ai bambini, le rassicurazioni del pediatra Silvestre: "È sicuro" [VIDEO]

Il pediatria pneumologo, già direttore della Uosd di Fisiopatologia Respiratoria Pediatrica dell'ospedale di Pescara, spiega scientificamente vantaggi e rischi della vaccinazione ai bambini

"Le mie conoscenze sul Covid 19: diffusione e prevenzione per i bambini". 
Questo il titolo del contributo che ci invia Gaetano Silvestre, già direttore della Uosd di Fisiopatologia Respiratoria Pediatrica dell'ospedale di Pescara, che spiega, a livello scientifico, tutto quello che c'è da sapere riguardo alla vaccinazione anti Covid nei bambini da 5 a 11 anni.

«La pandemia Covid-19 causata da Sars-Cov-2 (severe acute respiratory syndrome coronavirus 2) ha colpito, solo marginalmente, la popolazione pediatrica durante la sua diffusione iniziale», ricorda Silvestre, «infatti, in una delle prime casistiche pubblicate a febbraio 2020, su 72.314 casi affetti da Covid-19 in Cina, meno dell’1% erano bambini di età inferiore ai 10 anni (Wu Z, Mc Googan JM. Characteristics of and Important Lessons From the Coronavirus Disease 2019 (Covid-19) Outbreak in China: Summary of a Report of 72 314 Cases From the Chinese Center for Disease Control and Prevention. Jama. 2020 Apr 7;323(13):1239–42). Studi clinici più recenti hanno evidenziato che la popolazione pediatrica è invece più suscettibile all’infezione, pur se nei bambini decorre, in più del 90% dei casi, in maniera pauci-sintomatica o asintomatica (Dong Y, Mo X, Hu Y, et al. Epidemiology of Covid-19 Among Children in China. Pediatrics. 2020 Jun; 145)».

Poi Silvestre evidenzia che «in particolare studi attuali e ancora in corso di definizione hanno evidenziato che la variante Omicron dà una forma di malattia più lieve che colpisce soprattutto i più giovani e i bambini. Probabilmente è più contagiosa perché il Coronavirus 2 si concentra di più nelle ghiandole salivari. È ragionevole prevedere che vi sarà un incremento nella diffusione percentuale della variante Omicron soprattutto nei più piccoli che, per abitudini di vita, non sono attenti alla prevenzione. In Abruzzo, dall’inizio di dicembre a oggi, si segnala un incremento di bambini al di sotto di 12 anni contagiati che è di circa 60 bambini al giorno!»

Meccanismo fisiopatologico tra Sars Cov 2 e cellule respiratorie

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«È noto che il legame tra Sars-Cov-2 e cellule respiratorie dell’uomo avviene attraverso il legame receptor-binding domain (Rbd) del virus, ovvero una subunità della proteina spike (S) e il recettore Ace2 (angiotensin-converting enzyme-2). Una volta che il virus si è ancorato alla membrana cellulare dell’ospite interviene una proteasi che scinde le due subunità della proteina S e permette la fusione delle due membrane cellulari e quindi l’ingresso di Sars-Cov-2 nelle cellule respiratorie», spiega Silvestre che si seguito dà una risposta ai principali dubbi che tanti genitori hanno.

Il vaccino Covid-19 è sicuro per i bambini?

«La società italiana di pediatria (Sip), così come tutte le altre società affini sono a favore del vaccino anti-Covid nei bambini di età 5-11 anni perché ritenuto sicuro ed efficace. Gli studi condotti in fase 3 hanno dimostrato un’efficacia superiore al 90%. Per quanto riguarda la sicurezza possiamo anche considerare gli studi di fase 4, cioè dopo aver vaccinato milioni di bambini. Sappiamo, infatti, che in America sono stati vaccinati più di 7 milioni di bambini nella fascia d’età tra i 5 e gli 11 anni, così come nella stessa fascia d’età sono stati vaccinati bambini in Israele e in Canada. Gli effetti collaterali sono minimi, del tutto sovrapponibili a quelli delle altre vaccinazioni».

Perché bisogna vaccinare i bambini visto che nella maggior parte dei casi contraggono la malattia in forma lieve?

«Bisogna vaccinare i bambini nella fascia d’età 5-11 anni perché, pur avendo delle manifestazioni cliniche meno gravi degli adulti, e soprattutto degli anziani, anche in questa fascia d’età ci sono molti bambini che sono stati ospedalizzati per la patologia da coronavirus, sia in Italia che nel resto del mondo. Ci sono bambini finiti in terapia intensiva pediatrica. Per questo motivo anche loro hanno gli stessi diritti di tutta la popolazione mondiale a essere trattati con un vaccino efficace che si sta evidenziando essere molto sicuro visto la grande quantità di vaccini che sono ormai stati eseguiti in tutto il mondo».

I bambini vanno preparati alla vaccinazione? Ci sono delle indicazioni alimentari o farmacologiche da seguire prima di effettuarla?

«Credo sia opportuno chiarire che questa grande opportunità che stiamo avendo non deve essere considerata diversa, come importanza e applicazione, dalle altre vaccinazioni che vengono fatte normalmente. Abbiamo già un’esperienza sufficientemente ampia per essere tranquilli e quindi poter rassicurare i genitori. Ai bambini, qualora siano nell’età, si può far comprendere che il vaccino è un piccolo pizzicotto che viene fatto per il loro bene, in un momento in cui è proprio necessario che anche loro siano protetti e proteggano anche altre persone. Questo per quanto riguarda la preparazione psicologica del bambino anche se più che altro lavorerei sulla preparazione psicologica dei genitori in modo che presentino in modo positivo la vaccinazione. Per il resto né dal punto di vista alimentare né da quello farmacologico ritengo ci sia nulla da fare. Come tutte le vaccinazioni potrebbe succedere che successivamente possa esserci qualche piccolo fastidio locale o disturbo aspecifico transitorio. In questo caso si tratta sempre allo stesso modo: impacchi di arnica o impacchi freddi e semplicemente un po’ di paracetamolo nel caso ci fosse una piccola reazione febbrile».

Quali sono gli effetti avversi della vaccinazione?

«I dati degli studi che abbiamo attualmente a disposizione sono quelli che hanno portato all’approvazione della vaccinazione nella fascia d’età 5-11 da parte degli organismi internazionali di verifica e controllo. Questi dati ci dicono che gli effetti avversi sono rari e di lieve entità: dolore locale, senso generale di malessere, mal di testa. Tutto questo accade in situazioni molto rare e in maniera simile a quello che si verifica per le fasce d’età più avanzate. Nella fascia 12-16 anni sono stati descritti dei casi di miocardite ma abbiamo visto che si tratta di eventi assolutamente rari, a evoluzione benigna e che sono sicuramente molto meno frequenti e importanti di quello che invece può accadere una volta che si viene in contatto con il virus».

Ci sono bambini che non possono essere vaccinati? Nei confronti dei bambini fragili bisogna adottare delle particolari cautele prima delle vaccinazioni?

«La vaccinazione anti-Covid nei bambini 5-11 anni è sicura ed efficace, dati internazionali lo confermano e ci danno garanzie. I bambini con malattie croniche e i bambini fragili sono particolarmente avvantaggiati da questa vaccinazione perché sono quelli che rischiano di più dalla malattia. Rischiano in termini di complicanze, in termini di rischio di ospedalizzazione, in termini anche di sequele tardive. Quindi i bambini con malattie croniche vanno assolutamente protetti e non sono necessari esami o indagini preliminari per la vaccinazione. Naturalmente, come avviene anche per altre vaccinazioni, questa non può essere eseguita se vi sono patologie febbrili o infettive intercorrenti. Esistono pochi bambini con patologie croniche che non possono eseguire la vaccinazione e sono quelli che fanno terapia con chemioterapici, con altri prodotti che riducono la risposta immunitaria o che hanno delle patologie in corso che possono compromettere la risposta immunitaria come, ad esempio, alcune patologie neoplastiche in corso di trattamento. Solo queste categorie di bambini sono in questo momento esentate dalla vaccinazione, tutti gli altri non solo sono suscettibili di vantaggi e di protezione con le vaccinazioni ma vanno motivati a farla».

La vaccinazione potrebbe avere degli effetti a lungo termine sui bambini?

«Dobbiamo distinguere due tipologie di problemi: una di tipo biologico e una basata sui dati. Quest’ultima al momento non è possibile averla in quanto dobbiamo fare un periodo di osservazione e follow up sufficientemente lungo per poter dire cosa succederà più tardi, tra qualche anno o tra diversi mesi. La sperimentazione di cui abbiamo disponibilità ha avuto un follow up piuttosto breve durante il quale non si sono verificati effetti collaterali importanti, neanche le miocarditi. Dal punto di vista biologico, invece, posso escludere che ci possano essere degli effetti collaterali a lungo termine. È una fake news che l’mRna messaggero rimanga nel vaccinato e possa a lungo termine andare a dare qualche alterazione. Sappiamo, infatti, che questo mRna messaggero una volta entrato nel nostro organismo dà il messaggio della costruzione della proteina spike e poi viene immediatamente distrutto, quindi non ci sono alterazioni genetiche. Da questo punto di vista dunque massima tranquillità. Dal punto di vista dei dati disponibili, invece, ancora non li abbiamo e quindi potremo rispondere bene a questa domanda tra un po’ di tempo».

I bambini che hanno contratto il Covid devono vaccinarsi?

«Sì, anche i bambini che hanno contratto il Covid devono vaccinarsi. Questo perché è stato dimostrato che l’immunità che provoca la malattia da virus selvaggio, cioè dopo l’infezione, non è sufficientemente alta da proteggere i bambini per un periodo sufficientemente lungo. Negli studi che sono stati effettuati negli adulti si è visto che dopo la vaccinazione l’immunità raggiunge livelli molto più alti e che la risposta immunitaria è molto più protettiva. Tanto è vero che ci sono studi scientifici che hanno dimostrato come i soggetti vaccinati si infettano di meno dopo una prima infezione rispetto a quelli che invece hanno solo avuto l’infezione. La risposta anticorpale è potenziata dalla vaccinazione, ecco perché anche nei bambini dobbiamo fare la vaccinazione dopo l’infezione da Covid-19. Naturalmente prima di vaccinare dobbiamo aspettare che le manifestazioni cliniche siano completamente passate, che la quarantena sia finita, che non ci sia più dimostrazione di sintomi o della presenza di virus in circolo. Sarà sufficiente fare una sola dose soprattutto se è fatta nell’ambito di 6 mesi dopo l’infezione. Se invece sono passati più di 6-12 mesi i bambini andranno vaccinati come gli altri con le due dosi standard a distanza di 3 settimane l’una dall’altra».

I bambini asmatici e con problemi respiratori, se contagiati dal Sars-Cov-2, hanno conseguenze più serie? Possono essere vaccinati?

«I bambini che soffrono di asma sono bimbi che devono essere considerati fragili rispetto al Sars-Cov-2. Sappiamo tutti, infatti, che il Sars-Cov-2 fa parte dei virus respiratori e quindi c’è il rischio che i bambini con l’asma che prendono questa infezione possano avere riacutizzazioni dell’asma o avere un decorso più grave. Anche se dalla letteratura sembrerebbe che i bambini con l’asma che hanno contratto l’infezione abbiano poi avuto una forma lieve. In particolare riguardo la popolazione pediatrica, i dati su asma e Covid-19 sono frammentari e non consentono di trarre conclusioni definitive sul possibile ruolo dell’asma come fattore di rischio. Una recente revisione sistematica ha sottolineato la necessità di ulteriori studi, possibilmente basati su collaborazioni internazionali, che indaghino in modo specifico il rapporto tra COVID-19 e asma nei bambini (*Castro-Rodriguez JA, Forno E. Asthma and Covid-19 in children: A systematic review and call for data. Pediatr Pulmonology 2020 Sep;55(9):2412–8) per definire il maggior rischio). Esperti di 43 paesi nel “Aria-Eaaci statement” (*Bousquet J, Jutel M, Akdis CA, et al. Aria-EaaciI statement on asthma and COVID-19 (June 2, 2020), Allergy. 2020 Jun 26) hanno concordato nello stabilire che l’asma non è un fattore che predispone all’infezione da Sars-Cov-2. Altri autori hanno tuttavia riportato in studi real-life che i pazienti asmatici sono maggiormente colpiti da COVID-19, anche se non in forma più severa (**Choi YJ, Park J-Y, Lee HS, et al. Effect of Asthma and Asthma Medication on the Prognosis of Patients with COVID-19. Eur Respir J. 2021 Feb 4). Ad oggi, in attesa di ulteriori evidenze scientifiche, nei soggetti affetti da asma si raccomanda di mettere in atto tutte le misure per evitare il contagio da SARS-CoV-2, di proseguire la terapia di mantenimento per il controllo dell’asma e di eseguire vaccino. Tutti i bambini, considerati come una popolazione fragile, debbono eseguire vaccinazione contro il Covid. In questi primi giorni di inizio della vaccinazione anti Covid arrivano rassicurazioni da parte delle società scientifiche Usa che confermano l’alto profilo di sicurezza dei vaccini inoculati nella fascia di età 5-11 anni. In particolare in America sono stati vaccinati già 7.141.228 bambini al di sotto di 11 anni e segnalati al 97 % effetti collaterali modesti, transitori e non significativi (dolore nella sede dell’inoculo, febbre non elevata, astenia e nausea); in solo (0,000008 circa) 8 bambini c’è stata sintomatologia compatibile con miocardite poi risolta e due decessi ma non è stato dimostrato il nesso con inoculo di vaccino. In generale l’allergia (agli inalanti, all’acaro, ai pollini) non è assolutamente una controindicazione a vaccinarsi contro il Covid.  L’unica controindicazione vera è essere allergici al Peg (polyetylenglycol) che è una sostanza che sta dentro al vaccino ma che si trova anche in molte altre sostanze come saponi, shampoo, detersivi e in alcuni altri farmaci. Quindi è difficilissimo che un paziente vada a fare il vaccino per il Covid e non sappia che ha un’allergia contro questa sostanza. Se poi dopo il vaccino si hanno delle reazioni particolari cutanee allora il soggetto va rivalutato prima di fare la seconda dose».

Come gestire la vaccinazione per il Covid e le altre previste in questa fascia d’età?

«Le vaccinazioni di routine per gran parte possono essere somministrate in concomitanza con i vaccini contro il Covid. I genitori devono ricordarsi l’importanza di mantenere elevate coperture vaccinali per quelli che sono i vaccini tradizionali dell’età pediatrica e adolescenziale e nel contempo vaccinare contro il Covid in contemporanea o a qualsiasi distanza di tempo. Fa eccezione il vaccino contro morbillo, parotite, rosolia e varicella (Mprv) che è un vaccino a virus vivo attenuato. In questo caso è necessario rispettare una distanza di 14-21 giorni prima o dopo la somministrazione o del vaccino Mprv o del vaccino contro il Covid. Saranno i centri vaccinali che osserveranno se vi è stata la somministrazione dell’uno e dell’altro e quindi si occuperanno di garantire questa distanza. Va però ribadita l’importanza di una copertura vaccinale elevata per quelli che sono i vaccini di routine e anche l’importanza della vaccinazione per il Covid nei bambini e negli adolescenti».

Come gestire la vaccinazione per il Covid e quella antinfluenzale?

«Le vaccinazioni antinfluenzale e anti-Covid possono essere effettuate nella stessa seduta vaccinale in due sedi anatomiche differenti. Farle in contemporanea non è un problema per il bambino, al contrario, è un vantaggio in termini di protezione contemporanea verso due infezioni. I vaccini nascono per stimolare la risposta immunitaria e non stressano il nostro sistema immunitario. Il sistema immunitario dei bambini è molto potente e può rispondere pertanto in contemporanea a più vaccinazioni. La vaccinazione contro l’influenza è importante per prevenire non solo l’infezione, per bloccare la circolazione del virus, ma soprattutto per prevenire le forme più severe e le forme più complicate, quelle che richiedono l’ospedalizzazione. Il virus Sars-CoV-2, in particolar modo con le sue varianti, ci siamo resi conto che sta colpendo molto più frequentemente, rispetto all’inizio della pandemia, i nostri bambini. Il vaccino ha superato i trial ed è attualmente utilizzato in tanti paesi tra cui Israele, Usa, Canada, in cui non ha mostrato degli effetti collaterali degni di importanza. Per cui è importante vaccinarsi verso entrambi: verso l’influenza e verso il Covid. Apri l’ombrello Covid-vaccinale e ti proteggerai».

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