Martedì, 19 Ottobre 2021
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Le associazioni di categoria contro l'università del Mare nell'ex Cofa: la lettera al Comune

A esprimere preoccupazione sull'idea lanciata dall'amministrazione comunale guidata dal sindaco Carlo Masci sono Confesercenti, Confcommercio, Confartigianato e Cna

Le associazioni di categoria di Pescara sono contrarie al progetto di realizzare l'università del Mare nell'area ex Cofa sul lungomare sud.
A esprimere preoccupazione sull'idea lanciata dall'amministrazione comunale guidata dal sindaco Carlo Masci sono Confesercenti, Confcommercio, Confartigianato e Cna.

A firmare la lettera sono stati Giancarlo Di Blasio, presidente Confartigianato Pescara, Cristian Odoardi, presidente Cna Pescara, Franco Danelli, presidente Confcommercio Pescara e Raffaele Fava, presidente Confesercenti Pescara.

Questo il contenuto della lettera inviata agli amministratori comunali: 

«Siamo ad esprimere la nostra preoccupazione per l’andamento del dibattito sul destino dell’area cosiddetta «Ex Cofa», sita in uno snodo altamente strategico fra il Ponte del mare, il molo di levante, il Padiglione espositivo “Daniele Becci” ed il Porto turistico Marina di Pescara. La nostra preoccupazione nasce dal fatto che il dibattito sul futuro di un tratto altamente pregiato del lungomare sud, che noi riteniamo di vitale importanza per la ricostruzione di un’economia terziaria e turistica della Città e dell’area metropolitana, si stia svolgendo senza il coinvolgimento delle forze economiche ed imprenditoriali che la Città, invece, continua ad esprimere con forza e coraggio. Rispettiamo da sempre le prerogative del Consiglio Comunale. Ma diffidiamo, da sempre, dei dibattiti che tendono ad escludere e non a coinvolgere le parti sociali. Lo abbiamo detto con forza nell’ambito del dibattito sull’area di risulta con la precedente Amministrazione, e lo ribadiamo ora che il Comune, cambiato il colore politico del vertice, inizia a ragionare su un tema così centrale come il futuro dell’ex Cofa senza avvertire il bisogno di un confronto con il mondo produttivo. Entrando nel merito di quanto appreso dai giornali, riteniamo infatti necessario ribadire che l’ex Cofa rappresenta l’ultima chiamata, assieme all’area di risulta, per dare alla città una nuova identità economica in termini attrattivi. Riteniamo indispensabile che ogni sforzo sia indirizzato ai comuni obiettivi di far crescere l’occupazione, il lavoro, l’impresa, e questi si raggiungeranno se e quando nell’ex Cofa e nell’area di risulta si concretizzeranno attrattori turistici di grande richiamo, in grado di dare a Pescara una fase di nuova espansione dell’economia. L’Università ha un ruolo decisivo nella crescita culturale ed economica della città, e ben venga il suo supporto nella direzione dello sviluppo turistico, anche con un protagonismo innovativo per dare alla Città ed alle nuove generazioni una grande opportunità di crescita del potenziale attrattivo di Pescara, partendo anche dal mare, dal connubio fra ricerca, divulgazione scientifica e attività ludiche, sportive, ricreative che stanno facendo la fortuna di molte attrattive legate alle scienze marine in Italia e nel mondo. Se si riuscirà a ragionare, tutti assieme – Comune, Università, Regione, Forze economiche e sociali – su come trasformare l’ex Cofa nella punta di diamante dell’offerta turistica, e su quale vocazione dare all’area di risulta, saremo entusiasti nel dare il nostro contributo appassionato. Non ci convince, al contrario, l’idea – trapelata sempre dai giornali, in quanto in nessuna occasione finora si è ritenuto necessario coinvolgere le forze economiche della Città – di trasferire il campus di Viale Pindaro interamente sul lungomare e localizzare al suo posto la sede della Regione Abruzzo. Sarebbe un’occasione persa: il lungomare sud perderebbe definitivamente la sua emergente e ancora troppo debole connotazione turistico-nautica-congressuale a vantaggio di strutture e uffici dell’Università che chiudono i battenti proprio nei fine settimana e nei mesi estivi, e snaturerebbe la economia e la funzione urbanistica dell’intero quartiere universitario di Viale Pindaro e dintorni. Non ci convince neppure un progetto di semplice trasferimento di padiglioni universitari, uffici e indistinti "servizi agli studenti" sganciati dal contesto turistico del quale si ragiona. Sono i concetti che avremmo volentieri espresso nelle sedi opportune, e che pronunceremo quando anche la Camera di Commercio, Industria, Artigianato ed Agricoltura di Chieti Pescara – proprietaria, come è noto, del Porto turistico e del Padiglione “Daniele Becci” – sarà chiamata ad esprimere la propria posizione, e che crediamo utile mettere a disposizione degli Amministratori che si accingono ad assumere, a nome di tutta la Città, decisioni dal profondo e decisivo impatto economico e sociale».

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