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Processo Rigopiano, deciso nuovo rinvio: la rabbia dei familiari delle vittime

L'udienza prevista questa mattina, venerdì 5 marzo, è stata rinviata al 21 maggio

Rinviata nuovamente l'udienza del processo Rigopiano relativo al crollo dell'hotel di Farindola travolto da una valanga.
L'udienza prevista nella giornata odierna nel tribunale di Pescara è stata rimandata al prossimo 21 maggio. 

Ed esplode il rammarico e la rabbia del comitato familiari delle vittime che si trova davanti a un ennesimo nulla di fatto. 

«Anche questa data che tutti noi avevamo segnato nel cuore e nella mente, 5 marzo 2021, è finita di nuovo con un nulla di fatto come tutte le altre innumerevoli udienze che siamo stanchi ormai di ricordare ogni volta per arrivare a ben tre mesi dopo l’ultimo rinvio, 5 marzo 2021 appunto», scrivono.

«La situazione dei contagi oggi, altri cavilli burocratici ieri», aggiungono, «e si è arrivati all’ennesimo rinvio che non fa altro che prolungare il dolore di noi familiari che invece poteva essere lenito con un’udienza finalmente "spartiacque". Oggi siamo invece ancora qui a parlare di un ennesimo rinvio di altri due mesi, 21 Maggio 2021 e sopratutto di un processo a oggi in alto mare. Ora due sono le cose, o questa vicenda giudiziaria si porta dietro una maledizione astrale che non trova spiegazioni logiche, oppure qualcosa di poco chiaro si cela dietro questo processo laddove nulla può, neanche il diritto. La nostra sete di giustizia e di verità non dovrà essere l’alibi di strani giochi processuali che troppo spesso siamo stati abituati ad assistere specialmente nelle altre stragi italiane. Sono ormai 4 anni e in nessun'altra nazione del mondo si è mai vista una cosa simile; un processo così importante ancora nella fase preliminare. Un’offesa alla dignità umana di chi soffre e di chi non c’è più, ma che vorrebbe vedere in pace i propri cari rimasti sulla terra a combattere per quella parola che ormai anche il più accanito e fiducioso sostenitore della “giustizia”, inizia a vacillare sotto i colpi dello sgomento della delusionee dello sconforto .Mettetevi tutti voi protagonisti di questa vicenda giudiziaria una mano sulla coscienza e sopratutto immaginate solo per un istante di sedere nei nostri banchi di quest’aula di tribunale che vedete in foto e poi sollevate lo sguardo su quella famosa scritta e chiedetevi se è proprio così anche per voi. Vi accorgerete sicuramente che qualche dubbio inizierà a scuotere le vostre coscienze».

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