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La tragedia di Rigopiano causata dal terremoto? Matrone: "Non cambia niente, lì non ci dovevamo stare"

Giampaolo e il suo legale, Andrea Piccoli, non nascondono le loro "forti perplessità" su uno studio scientifico appena pubblicato da alcuni professori dell’università di Chieti-Pescara

Giampaolo Matrone e il suo legale, Andrea Piccoli, non nascondono le loro "forti perplessità" riguardo a uno studio scientifico appena pubblicato su una rivista americana da alcuni professori dell’università di Chieti-Pescara, che attribuisce al sisma - e non alla slavina - la tragedia di Rigopiano:

“Premesso - dice Matrone - che l’ipotesi del terremoto era già stata scartata dalla procura di Pescara, su Rigopiano potevano essersi abbattuti anche il diluvio universale o una bomba, non cambierebbe una virgola: semplicemente, lì noi non ci dovevamo neppure stare. Saranno semmai i difensori degli imputati a dover eventualmente dimostrare in aula la tesi del terremoto”.

“Certo, parliamo di uno studio terzo rispetto alle indagini, ma fa pensare il fatto che a produrlo siano stati studiosi di un’università pubblica - spiega Piccoli, che patrocina Matrone in collaborazione con Studio3A - e, soprattutto, che venga diffuso a poco più di due mesi dalla fondamentale udienza del processo fissata per il prossimo 15 marzo, in cui le difese avanzeranno le loro richieste, tra le quali ci sarebbe proprio quella del rito abbreviato condizionato a una nuova perizia. E, per ammissione di alcuni degli avvocati degli imputati, i loro periti sosterrebbero proprio le argomentazioni della ricerca”.

Secondo l’avvocato Piccoli il tentativo, attraverso la tesi del terremoto, di far passare il disastro come evento imprevedibile è destinato a naufragare, “anche perché - sottolinea - che quella fosse un’area sismica era ampiamente risaputo. Siamo dunque alle solite: l’hotel lì non doveva essere costruito, in ogni caso in quel periodo dell’anno doveva restare chiuso, mancava la carta valanghe, il piano dei soccorsi è stato gravemente lacunoso. Restano in piedi in tutta la loro evidenza tutti i capi d’accusa contestati, rispetto ai quali il mio assistito e tutti i familiari delle vittime si aspettato risposte dalla giustizia”.

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