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Martedì, 30 Novembre 2021
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I Testimoni di Geova denunciano persecuzioni e discriminazioni in Russia, la solidarietà della comunità abruzzese

Due coppie di Testimoni (Anatolij e Greta Razdobarov e Nikolaj e Lilija Merinov) il 4 ottobre scorso, a Irkutsk in Siberia, sarebbero state aggredite da agenti armati dell’Omon

Anche la comunità abruzzese dei Testimoni di Geova esprime solidarietà verso due coppie di Testimoni (Anatolij e Greta Razdobarov e Nikolaj e Lilija Merinov) che il 4 ottobre scorso, a Irkutsk in Siberia, sarebbero state aggredite da agenti armati dell’Omon (Unità mobile speciale della Guardia Nazionale russa) dopo aver fatto irruzione in 12 case di Testimoni di Geova. "Alla crescente persecuzione subita dai Testimoni di Geova nella Federazione Russa, accusati di essere estremisti, si aggiungono adesso brutali torture fisiche e il sequestro di persona - si legge in una nota - Tutto è cominciato alle 6 di mattina, quando gli agenti speciali sono entrati con la forza nella casa di Anatolij e Greta. Subito li hanno ammanettati con le braccia dietro la schiena e li hanno colpiti ripetutamente. Anatolij è stato preso a calci all’addome e alla testa, afferrato per le mani ammanettate e sollevato con violenza da terra. Anatolij si è contorto dal dolore mentre il peso del suo corpo gli provocava l’iperestensione delle spalle. Non contenti, gli uomini dell’Omon hanno continuato a torturarlo cercando di inserire con la forza una bottiglia di vetro tra le sue natiche. Gli agenti sono rimasti nella casa dei Razdobarov per più di otto ore di violenza e terrore".

E non finisce qui: "Anche Nikolaj e Lilja Merinov hanno subito torture. Quando gli agenti hanno fatto irruzione nella loro casa per prima cosa hanno colpito Nikolaj al volto facendogli perdere i sensi. Quando ha ripreso conoscenza, si è ritrovato con un agente se-duto sopra di lui che lo picchiava. L’agente gli ha rotto i denti davanti. Anche Lilja è stata aggredita più volte e ammanet-tata, e solo dopo diverso tempo le hanno permesso di vestirsi adeguatamente. Dal 2017, quando la Corte Suprema di Mosca ha dichiarato estremiste le attività degli oltre 175 mila Testimoni di Geova russi, la situazione della comunità è andata peggiorando".

La nota conclude sottolineando che "al 15 ottobre scorso sono state condotte in tutta la Federazione Russa 1583 perquisizioni nelle case di Testimoni di Geova alla ricerca di pubblicazioni religiose considerate materiale “eversivo”, tra cui la Bibbia stessa, 559 Testimoni hanno subito un processo penale, 299 fedeli in totale sono stati in-carcerati e sono state già pronunciate 143 sentenze con condanne fino a 8 anni di carcere (fonte: jw-russia.org). La Comunità Internazionale si è più volte espressa contro questa incredibile e ingiustificabile persecuzione".

Il 9 gennaio 2020 Rachel Denber, vicedirettrice di Human Rights Watch per l'Europa e l'Asia centrale, ha affermato che “non c'è nulla di nemmeno lontanamente giustificabile in tutto questo”. Anche il ministero degli esteri italiano, in risposta a due interrogazioni parlamentari nel 2019 e nel 2020, ha affermato che la situazione dei Testimoni di Geova in Russia “rappresenta oggi una delle più evidenti criticità in materia di diritti umani nel Paese”.

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