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Martedì, 28 Maggio 2024
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Fine Vita, in Abruzzo 3.962 testamenti biologici depositati: uno ogni 149 abitanti

Il dato emerge dall'indagine portata avanti dall'associazione Luca Coscioni che sopperisce alla mancanza della relazione ministeriale: "Gravi i numeri rilevati sul mancato inserimento nella banca nazionale"

Un testamento biologico ogni 149 abitanti con la Regione al tredicesimo posto per numero depositato, pari ad un totale di 3.962 disposizioni anticipate di trattamento (Dat).

E' quanto emerge dalla relazione dell'associazione Luca Coscioni che, insieme a decine di volontari e con l'aiuto delle realtà locali, ha promosso un accesso agli atti generalizzato, spiega la stessa, per richiedere a 5.139 Comuni italiani, pari al 55% totale, quante Dat hanno ricevuto da quando è entrata in vigore la legge e quante di queste sono state trasferite alla banca nazionale. A livello regionale i Comuni interpellati sono, ad oggi, 46 (11 quelli della provincia di Pescara). Di tutti i testamenti biologici depositati in Regione ben il 77,61 per cento è stato inviato alla banca dati nazionale.

Una relazione, sottolinea l'associazione, che si sta portando avanti in mancanza della relazione del ministero della salute “in ritardo di due anni” e avviata ad inizio 2022. I numeri sono provvisori e l'obiettivo è allargare l'indagine a tutti i Comuni italiani sebbene siano già disponibili i dati di quasi tutti i capoluoghi abruzzesi eccetto Chieti, nonché Frosinone, Latina, Isernia, Caserta, Salerno, Barletta, Enna e Brindisi, che non hanno ancora risposto o hanno risposto in maniera parziale.

“A tutti i Comuni responsabili della mancata risposta nel termine dei 30 giorni stabiliti dalla legge, è stata inviata nei giorni scorsi una diffida. Fatto salvo il caso di Chieti, dove la diffida è già scaduta, gli altri hanno ancora tempo 7 giorni circa per rispondere”, sottolinea l'associazione Coscioni.

“Negli oltre 3mila Comuni che hanno risposto, risultano essere state depositate 171.492 Dat (l’indagine non tiene conto di quelle depositate dai notai e nelle strutture sanitarie). Sulla base dei dati raccolti Swg ha selezionato 2.550 Comuni tra quelli che hanno risposto, effettuando una proiezione statistica che vedrebbe la presenza di 223.290 Dat. Permangono ancora ritardi nell’inserimento da parte dei Comuni delle Disposizioni anticipate di trattamento nella banca dati nazionale: solo l’88 per cento delle Dat depositate nei Comuni è effettivamente entrata all’interno della nanca dati. Più di una ogni 10 non è ancora quindi stata registrata con gravi ritardi soprattutto in Liguria (64,2% di inserimenti), Sicilia (68,7%), Calabria (69,8%), Puglia (74,7%) e Sardegna (64,4%). La banca dati nazionale – ricorda l'associazione – prevista dalla legge di bilancio 2018, è istituita presso il ministero della salute e ha la funzione di raccogliere le Dat, garantirne il tempestivo aggiornamento e assicurarne la piena accessibilità”.

“A livello istituzionale non è mai stata condotta alcuna campagna informativa sul tema e anche in questo caso, come già accade in tema di suicidio assistito, tocca a una piccola associazione sostituirsi allo Stato nel garantire alla popolazione diritti civili fondamentali”, dichiarano Filomena Gallo e Marco Cappato, segretario nazionale e tesoriere dell’associazione Luca Coscioni. “Particolarmente gravi i dati che abbiamo ottenuto circa il mancato inserimento delle Dat nella banca dati nazionale. A più di una persona su 10 tra quelle che le hanno depositato le Dat, senza questo inserimento non è garantito il rapido rispetto delle proprie volontà, con picchi negativi del 40 per cento di mancati inserimenti in alcune Regioni. Un malfunzionamento dovuto alla mancata formazione del personale da parte dei Ministeri competenti”. Di qui l'attivazione, conclude l'associazione, del Numero Bianco di Fine Vita (lo 06 9931 3409), “con cui quotidianamente e grazie all’aiuto di volontari adeguatamente formati risponde alle chiamate della cittadinanza che ricerca informazioni su Dat, cure palliative e suicidio medicalmente assistito in Italia”.

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