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Solo meno del 10% dei cittadini abruzzesi ha rifiutato il test sierologico per il Coronavirus

A fornire i dati è la Croce Rossa Abruzzo che è stata incaricata di eseguire le telefonate l'indagine sierologica

Meno del 10 per cento dei ciitadini abruzzesi selezionati ha rifiutato di sottoporsi al test sierologico per il Coronavirus.
A fornire i dati, aggiornati a mercoledì sera, è la Croce Rossa Abruzzo che è stata incaricata di eseguire le telefonate per l'indagine sierologica e di trasportare i campioni nei laboratori analisi.

La nostra regione, con il 9,8% di esito negativo per le telefonate, è tra le regioni con più alta partecipazione.

Il primo tentativo di contatto telefonico è stato fatto quasi con tutti: resta da effettuare il 25% di chiamate per vari motivi non andate a buon fine, mentre il 37% delle persone deve essere ricontattato.

In Abruzzo il campione individuato dall'Istat comprende 5.561 cittadini residenti in 62 comuni: 1.628 in provincia di Chieti, 1.354 in provincia di Pescara, 1.318 in provincia di Teramo e 1.261 in provincia dell'Aquila mentre i prelievi di sangue vengono eseguiti in 32 centri individuati dalle Asl. Una quarantina i volontari della Croce Rossa Italiana dei 14 comitati territoriali abruzzesi impegnati nell'operazione.

Questo quanto dice Gabriele Perfetti, presidente del comitato regionale della Croce Rossa:

«Inizialmente le persone apparivano un po' più scettiche ma anche grazie alla campagna di sensibilizzazione la situazione è migliorata. C'è un riconoscimento verso la Cri da parte delle persone e questo è un segnale importante, c'è fiducia. Crediamo che questa operazione possa aiutarci per i prossimi mesi a capire come affrontare questo virus». 

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