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Terapie intensive, 11 regioni oltre la soglia di allarme: in Abruzzo situazione ancora sotto controllo

Risalgono a livello nazionale le terapie intensive ed 11 regioni sono già oltre la soglia critica stabilita dal ministero al 30%

Undici regioni italiane sono già oltre la soglia critica di occupazione di posti in terapia intensiva, ma fra queste non c'è l'Abruzzo. È quanto emerge dai dati dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali che monitora costantemente l'andamento dei ricoveri ordinari e di quelli in terapia intensiva nel pieno della pandemia.

Dopo qualche settimana di tregua con un rallentamento costante giornaliero e di conseguenza una minore pressione, a livello nazionale ora si registra un'inversione di tendenza con i ricoveri che hanno ripreso ad aumentare in molte Regioni. Undici, come detto, quelle con dati sopra al 30%, la soglia di allerta fissata dal Ministero per le terapie intensive.

Il 50% della Pa di Trento è seguito da Lombardia con il 38%, Umbria, Friuli Venezia Giulia e Provincia autonoma di Bolzano al 35%, Veneto (34%), Puglia (33%), Lazio (32%), Marche, Piemonte ed Emilia Romagna al 31%). Ferma sul 30% la Liguria. Si attestano al 26% Molise, Toscana e Sardegna, al 21%, Sicilia e al 24% l'Abruzzo.

Hanno livelli più bassi Campania (16%), Calabria (13%) e Basilicata e Valle d'Aosta con il 5%. Per i ricoveri nei reparti ordinari, la media nazionale è oggi del 36% a fonte del 40% come soglia fissata dal ministero della Salute.

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