Sanità, in Abruzzo approvate le linee operative per il potenziamento della telemedicina

L'approvazione è stata fatta dalla giunta regionale su proposta dell'assessore ala Salute, Nicoletta Verì

Sono state approvate in Abruzzo le linee programmatiche per il passaggio alla telemedicina tramite la quale utilizzare i servizi sanitari superando la fase sperimentale.
L'approvazione è stata fatta dalla giunta regionale su proposta dell'assessore ala Salute, Nicoletta Verì.

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Negli scorsi mesi, quando si era in piena emergenza Covid-19 (Coronavirus) erano già state introdotte modalità di ricorso alla telemedicina in materia di autismo, diabete e malattie rare, allo scopo di garantire la continuità assistenziale per i pazienti. Come fanno sapere dalla Regione, «pur con tutti i limiti di un sistema attivato in una situazione di emergenza, l'esperienza ha registrato riscontri positivi, accelerando così il processo di implementazione del servizio, in considerazione della necessità di sviluppare forme assistenziali alternative per la gestione delle cronicità e, più in generale, delle situazioni cliniche di fragilità».

Alla stesura del provvedimento approvato oggi, mercoledì 19 agosto, hanno partecipato medici, psicologi, rappresentanti delle professioni sanitarie, coordinati dall'Agenzia sanitaria regionale e dal Dipartimento regionale Sanità. Vengono introdotte indicazioni omogenee per tutte le Asl abruzzesi sui processi organizzativi e attuativi della telemedicina, uniformando modalità di prescrizione, accesso, erogazione e registrazione. In questo modo le aziende sanitarie possono predisporre modalità di intervento alternative o integrative a quelle ordinariamente strutturate, anche utilizzando interventi di televisita, teleriabilitazione e attività compensative concordate, con particolare attenzione ai pazienti con disabilità e cronicità, e ai loro caregiver.

In prima applicazione il servizio sarà rivolto a pazienti con patologie croniche: come il diabete, pazienti con malattia rara, pazienti con disturbi dello spettro autistico, pazienti afferenti all'area della salute mentale, con specifica attenzione all'infanzia e all'adolescenza e pazienti che necessitano di riabilitazione. 
«La scelta di utilizzare la televisita in alternativa alla visita tradizionale è effettuata dallo specialista», conclude la nota della Regione, «che dovrà anche valutare la disponibilità della necessaria tecnologia al domicilio del paziente. L'attività da remoto deve essere sempre proattiva e far percepire ad utenti e famiglie che l'equipe curante è presente come sempre: semplicemente con una diversa modalità».

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