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Maltempo, 19 tartarughe spiaggiate in 3 giorni: l'appello del Wwf

Dal 4 al 6 gennaio lungo le coste d’Abruzzo e Molise sono state rinvenute in totale 19 tartarughe, 14 decedute (73,7%) e 5 in vita

«Norme speciali per tutelare la specie e garantire un futuro possibile al mare e alla pesca». 
A chiederle è il Wwf dopo che negli ultimi giorni sono state in totale 19 le tartarughe Caretta Caretta riportate a riva in quanto vittime delle reti da pesca.

Una situazione che ha richiesto un super lavoro ai volontari del Centro Studi Cetacei.

In particolare, nella prima settimana del 2019, dal 4 al 6 gennaio, segnalate da privati cittadini e dal personale della Guardia Costiera, lungo le coste d’Abruzzo e Molise sono state rinvenute in totale 19 tartarughe, 14 decedute (73,7%) e 5 in vita. 

Come fa sapere il Wwf, su 4 animali sono stati riscontrati i segni di interazioni antropiche quali intrappolamento e lesioni dovute a eliche o ami. Gli spiaggiamenti sono avvenuti durante una perturbazione meteorologica che ha causato forti mareggiate, che individui giovani e in difficoltà non sono stati in grado di fronteggiare. Come previsto dalla rete regionale per lo spiaggiamento di cetacei e tartarughe, gli interventi sono stati condotti dal personale del Centro Studi Cetacei, in collaborazione con i Servizi Veterinari delle Asl e dell’Asrem, la Guardia Costiera e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise.

Gli animali ricoverati sono stati visitati dal personale medico veterinario del Centro e hanno ricevuto le prime immediate cure; posti sotto osservazione, sono stati poi soggetti ad analisi ematiche e radiologiche. Le 5 tartarughe attualmente al Crtm sono una subadulta e quattro giovanissime, due delle quali presentano segni di interazione con strumenti di pesca.

Questo quanto spiega Vincenzo Olivieri, direttore del Centro Studi Cetacei di Pescara:

«Le tartarughe sono state vittime dell’intenso sforzo di pesca che ha caratterizzato le giornate che hanno preceduto le feste di fine anno. Il mare grosso di questi giorni ha fatto sì che le onde abbiano trasportato a riva gli individui in cattive condizioni fisiche e quelli deceduti, che non sono ovviamente in grado di resistere alla violenza delle mareggiate. Un fenomeno purtroppo non inconsueto: soprattutto in Adriatico il nostro Centro registra da anni una intensificazione dei ritrovamenti nelle fasi di maggiore pressione della pesca».

«Caretta caretta», aggiunge il delegato regionale del Wwf Luciano Di Tizio, «è una specie prioritaria inserita nella Direttiva Habitat e protetta da diverse convenzioni internazionali. Invochiamo da anni che venga varata una normativa nazionale idonea a valorizzare e premiare gli sforzi dei tanti volontari che si danno da fare per la salvezza delle tartarughe marine e che preveda linee guida obbligatorie per la tutela di questo magnifico gigante dei mari, anche normando la pesca, come anche molti professionisti del settore ormai chiedono a gran voce, per tutelare il mare e alla lunga la loro stessa attività, nell’interesse di tutti».

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