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Il sindacato Uilpa: "Negati i test diagnostici per il Covid-19 nel carcere di Pescara alla polizia penitenziaria"

A denunciarlo è Ruggero Di Giovanni, segretario regionale del sindacato Uil-Pa polizia penitenziaria

Test diagnostici per il Covid-19 (Coronavirus) negati alla polizia penitenziaria del carcere di Pescara.
A denunciarlo è Ruggero Di Giovanni, segretario regionale del sindacato Uil-Pa polizia penitenziaria.

A seguito delle disposizioni dell'assessore alla Sanità, Nicoletta Verì, si sarebbe dovuto provvedere nel mese scorso a stilare un'apposita convenzione per la sottoposizione periodica dei lavoratori della polizia penitenziaria a tampone.

«A tutt'oggi», scrive Di Giovanni, «non ci risulta che sia stato sottoscritto alcun accordo, tantomeno che siano state avviate queste procedure. Tale disposizione appare deliberatamente ignorata nella sola Asl Pescara e per il solo carcere cittadino. In tutti gli altri istituti della regione risulta infatti attivato, già dallo scorso mese, lo screening mensile dei lavoratori della polizia penitenziaria, anzi in diversi penitenziari sono già state programmate le date per il secondo test, quello relativo alla mensilità di dicembre. È di tutta evidenza che l'ingresso del virus in un carcere, comporta dei rischi enormi per la “comunità carceraria” formata da detenuti e lavoratori, si pensi al numero di contagiati che può derivare da un solo lavoratore asintomatico in ambienti comuni dove non sempre è possibile garantire il distanziamento sociale, attualmente solo uno screening sistematico può ridurre il rischio».

Per la Uilpa Pp tale comportamento risulta essere «un'inaccettabile e ingiustificabile omissione e sarà oggetto, nei prossimi giorni, di un doveroso esposto alla Procura della Repubblica di Pescara al fine di chiarire eventuali colpe e responsabilità circa la mancata tutela della salute dei poliziotti penitenziari pescaresi, in particolar modo alla luce della mancate risposte del direttore del carcere di San Donato, Lucia Di Feliciantonio, e del direttore generale Asl Pescara Vincenzo Ciamponi, già interpellati al riguardo il 13 novembre scorso. Ovviamente abbiamo già chiesto l'intervento immediato del provveditore regionale dell'amministrazione penitenziaria Lazio Abruzzo e Molise, Carmelo Cantone, per capire chi o cosa stia negando il diritto alla salute dei lavoratori della polizia penitenziaria pescarese». 

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