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Esposto di Italia Nostra contro il taglio di tre Rovelle in via De Balaguer: "Non sono un pericolo, ma un patrimonio" [FOTO]

L'associazione contesta la decisione del Comune che sarebbe stata presa per ragioni legate ai rischi di incolumità oltre che per questioni fitosanitarie e chiama in causa per le verifiche enti e istituzioni compresi carabinieri forestali e tribunale presentando una relazione e denuncia: "Con le capitozzature danneggiato un giardino privato in via Pizzoferrato"

Italia Nostra presenta un esposto contro il taglio di tre Rovelle in via San Josemaria Escriva De Belaguer angolo via Pizzoferrato contestando la motivazione per cui ne sarebbe stata decisa l'eliminazione e cioè i rischi alla circolazione in quanto pericolanti.

Taglio Rovelle via De Balaguer: esposto di Italia Nostra

Un esposto con cui se al comandante dei carabinieri forestali chiede di effettuare un sopralluogo “per verificare valore paesistico, contributo alla salubrità urbana, valore monumentale degli esemplari interessati e di disporre una sospensiva per tutti i necessari accertamenti e per la verifica di comportamenti illegittimi” e alla procura di valutare “se nel comportamento sinora tenuto dal Comune di Pescara sia ravvisabile la sussistenza di reati”, all'ente chiede nella persona del sindaco Carlo Masci “di sospendere con immediatezza l’abbattimento degli alberi, tranne quelli che risultano in modo evidente irrecuperabili e costituiscono nel contempo un pericolo per la circolazione stradale nonché di procedere per gli altri alberi ad un ampliamento dell’istruttoria in conformità alle norme tecniche poste a salvaguardia dell’integrità di una riserva naturale, previa interdizione alla frequentazione del pubblico” e infine al prefetto e il presidente della Regione di “intervenire presso il sindaco affinché assuma maggiore cautela negli interventi di abbattimento degli alberi costituenti il patrimonio arboreo di Pescara a tutela del benessere dei cittadini”.

La relazione con cui si contesta il taglio degli alberi: "Nessun pericolo, sono un patrimonio"

Con una sua relazione redatta a titolo volontario da Gabriele Costantini già dipendente del corpo forestale e Caterina Artese laureata in scienze forestali, l'associazione contesta dunque le ragioni che avrebbero portato alla decisione dei tagli contro cui si sarebbero schierati i residenti della zona che avrebbero spinto Italia Nostra ad approfondire e fare un sopralluogo redigendo la relazione allegata all'esposto.

Quei tre alberi, sostiene Italia Nostra, sono quel che restano di un viale alberato ma nonostante questi si tratta di “esemplari di ragguardevole aspetto e di grande importanza ambientale e naturalistica”. Nel richiedere approfondimenti strumentali e di valutazione “al fine di salvaguardare gli alberi in quanto elementi significativi e insostituibili del patrimonio arboreo della città”, l'associazione segnala anche come a seguito del taglio di una delle Rovelle, la più grande “brutalmente capitozzata” si legge nell'esposto i rami “sono stati lasciati cadere rovinosamente nel cortile privato del condominio di via Pizzoferrato 9, lasciando sul posto i tronchi caduti che hanno rotto vasi di cotto, la ringhiera delimitante il cortile privato, arbusti costituenti il giardino e quanto altro presente. Dopo il gravissimo danno già apportato alla città non si conoscono le intenzioni relative agli altri esemplari ma tutto fa pensare agli ulteriori scriteriati abbattimenti”, aggiunge quindi l'associazione.

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“Le piante arboree si presentano con fusto dritto e di significativa dimensione, ancorate a terra, con abbondante chioma”, si legge quindi nella relazione sottolineandone il valore ambientale che va dalla protezione dell’asfalto rispetto agli agenti atmosferici, alla funzione di , filtro delle polveri sottili. Si tratta di alberi che, si legge ancora, “contribuiscono alla bellezza storica e sociale del paesaggio urbano, con funzione ricreativa molto apprezzata dai residenti che lamentano la 'distruzione' del viale. In effetti – si sottolinea - gli alberi tagliati in passato non sono mai stati ripiantati”.

Problematiche negli alberi ce ne sono e riguardano la “presenza di lesioni procurate da azioni antropiche, ovvero da passate potature e ferite sul fusto. Tuttavia - prosegue la relazione -, nel complesso, le Roverelle non si presentano pericolanti. Questo fatto è ampiamente dimostrato dalla sezione del fusto tagliato e dai toppi di tronco a terra, che non mostrano la presenza di legno marcio lungo il fusto, ma solo in alcuni toppi di tronco dei fori che avrebbero interessato dei rami, sicuramente derivanti da potature passate non cicatrizzate”.

Secondo Italia Nostra dunque “gli esemplari si presentano vigorosi, con un portamento verticale e orizzontale equilibrato derivante da fusti dritti e cilindrici alti diversi metri. Il profilo della chioma si presenta tipico della specie: arrotondato e largo. Le chiome sono simmetriche e ampie, con le ultime appendici dei rami ricadenti verso il basso a formare una chioma costituente una importante ombra a terra. Le Roverelle formano un ambiente ricreativo molto apprezzato e frequentato dai residenti e dagli abitanti delle case vicine. Tantè – specifica - che sotto di esse erano state messe delle sedute, una delle quali rovinata in fase di decapitazione della chioma”. Non sono quindi stati rilevati “marciumi sul fusto, per cui non vi sono pericoli di stroncature o schianti per degradazione delle capacità meccaniche delle piante. Le tre Roverelle non presentano attacchi di patogeni evidenti”.

Le conclusioni di Italia Nostra: "Non ci sono ragioni valide che giustifichino i tagli"

In conclusione quegli alberi, sostiene l'associazione sulla base della relazione redatta, “le Roverelle non costituiscono un pericolo per l’incolumità pubblica essendo alberi rigogliosi e senza la presenza di patogeni che possano minare la loro stabilità. Essendo situate in un ambiente urbano e trafficato, richiedono cure, manutenzione e monitoraggi volti a salvaguardane la loro integrità funzionale.

Il taglio delle Roverelle comporta una modifica negativa del paesaggio urbano locale, in contrasto con la volontà dei cittadini ivi residenti, cancellando la storia culturale e sociale del luogo. Riteniamo – conclude quindi Italia Nostra chiedendo tutte le verifiche del caso - non ci siano aspetti validi e oggettivi che giustificano il loro abbattimento”.

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